lunedì 2 dicembre 2013

CRISPANO , ipocrisia : che cosa è , che significa ?

Oggi , 1 dicembre 2013 , c'é stata la manifestazione denominata un pacco alla camorra dove si vendevano prodotti coltivati nelle terre confiscate ai camorristi e coltivate da cooperative e associazioni anticamorra . Era presente all'evento il sindaco carlo esposito , sindaco mandato a casa per problemi di CAMORRA , insieme a un assessore anche lui mandato a casa per lo stesso motivo . E' normale una cosa del genere ? Mi domando e domando : si è persa anche la decenza dopo aver perso tutto in questo paese ? Le manifestazioni contro la camorra vedono partecipi e coinvolti questi squallidi personaggi che hanno contribuito e stanno continuando a degradare sempre di più questo territorio e le comunità che dovrebbero amministrare . Quanti roghi tossici sono stati innescati e quante sostanze tossiche sono state disseminate sul territorio senza che nessuno, mai, vedesse, sentisse, sospettasse. Quanti arricchimenti improvvisi , quante fortune misteriosamente manifestatesi senza spiegazioni plausibili ! Nessuno sa, nessuno vede, nessuno parla: poi piangiamo i nostri morti per tumore o cancro ben sapendo di chi sono le colpe e le gravi responsabilità. Ipocrisia, beata e tanto diffusa ipocrisia, solo tu regnerai sovrana tra questo popolo di ignavi, che sembra rassegnato a subire gli eventi, baciando la mano di chi li sta uccidendo, addidirittura magnificandoli e osannandoli. Come diceva il poeta, chi è cagion del proprio male pianga sé stesso . Vergogna, vergogna, vergogna !

sabato 4 maggio 2013

Amore sconfinato per gli animali .

Era da parecchio tempo che una cagnetta meticcia , nera , di taglia media , non giovane , abbandonata , stazionava abitualmente nelle aiuole site in Via Aldo Moro . Aveva uno sguardo di una dolce melanconia , sembrava rassegnazione e accettazione della sua nuova condizione di randagia perché , secondo me era stata abbandonata . Notavo che delle persone si preoccupavano di darle da mangiare e da bere . Ogni volta che la incontravo , specialmente al mattino , durante l'abitudinaria e salutare passeggiata col mio cagnone , Totò , si rafforzava in me la convinzione che era giusto adottarla e cercavo di inventarmi una soluzione idonea , visto la precarietà di spazio di cui godiamo . Tempo fa non l'ho più notata e mi sono preoccupato , visto la morte per incidente automobilistici di tanti animali grazie all'inciviltà di tanti automobilisti . Ho saputo poi che era stata aggredita e ferita gravemente da dei grossi randagi . Mi sono sentito molto male per non avere avuto la prontezza di adottarla subito , appena l'avevo notata . Oggi pomeriggio , sabato 4 maggio 2013 , finalmente l'ho rivista più o meno nel solito posto e ho rotto gli indugi : l'ho raggiunta munito di un collare e un guinzaglio e dopo aver constatato lo stato grave in cui versava ( ferite molto profonde e infette in varie parti del corpo ) , a piedi e molto lentamente , sono riuscito a portarla a casa . immediatamente , con la collaborazione di tutti in famiglia , abbiamo cercata di disinfettarla e medicarla con prodotti che c'erano in casa . Poi mi sono recato in farmacia per dei prodotti più specifici . Per fortuna che anche Totò , dopo il casino iniziale , si è calmato e sembra l'abbia accettata . Ora la nostra famiglia è cresciuta ulteriormente e la nuova arrivata , che abbiamo deciso di chiamare Nerina , speriamo che si riprenda a tutti gli effetti per cercare di godere di un poco di affetto e cure che le sono mancate per tantissimo tempo . Comunque lunedì prossimo il primo impegno sarà quello di portarla dal veterinario per una visita accurata e gli interventi del caso . Benvenuta Nerina !

martedì 10 aprile 2012

Il popolo dei caproni .

Egregio Direttore,
le scrivo per dirle la mia opinione su questa orribile faccenda giudiziaria che al momento interessa la Lega ma che potrebbe delineare in futuro una prospettiva alquanto appetibile per altri movimenti partitocratici simili. L'Italia è notoriamente un paese di pecore che vivono di fede politica, di fedeltà al colore del partito e di promesse fantasma date in pasto al popolo durante le elezioni ma subito ritirate a campagna elettorale conclusa.

Il partito, qualunque esso sia, lucra su quella che ipnoticamente è la cieca fedeltà del popolo, quando c'era la Democrazia Cristiana e il partito era alle stelle vista la larghissima maggioranza di sostegno elettorale, ecco spuntare nella folla i primi ladri e traditori della fede politica, così il partito chiudeva i battenti e i pochi rimasti, come scarafaggi impazziti dalla troppa luce e desiderosi del buio, si riciclavano in altri partiti come quello berlusconiano o quello del tristemente noto Ulivo.

Le cosiddette "facce da ladro" della politica non sono mai cambiate e non è cambiato il buongusto degli italiani di vederli continuamente al potere nonostante la palese ruberia quotidiana. Questo perché? Per la sacrosanta e intramontabile fede nel partito. Nel mio paesotto emiliano, da millenni rigorosamente comunista, i vecchi vanno ancora a votare il partito comunista perchè i loro bisnonni e trisnonni hanno sempre votato comunista, e questo nonostante il partito abbia già rischiato di mandare in fallimento il Comune e si sia mangiato una villa del valore di miliardi.

Ricordo poi che il popolo quando venne fatto il referendum per l'abolizione del finanziamento ai partiti, votò con entusiasmo il sì per bloccare questa oscena ruberia, ma il Parlamento aggirò subito l'ostacolo con l'altrettanto oscena legge dei rimborsi elettorali. E il popolo che fece? Nulla, nessuno disse niente, forse da pecore dormienti non ce ne siamo nemmeno accorti perchè magari ci interessavano di più i Mondiali o le vicende del Grande Fratello. Devo dire che la storia prima o poi renderà il conto agli italiani ma m'interessa notare che gli italiani si stanno anche svegliando. Vogliono abolire i partiti, niente di più giusto. Ma sappiate che la Costituzione dice che la sovranità spetta al popolo ma se il popolo ha la fede nel colore di turno, la sovranità non potrà mai esercitarla.

A mio avviso, prima che la partitocrazia sia veramente finita e un bruttissimo ricordo passeranno molti anni e ancora molti errori. Intanto però votiamo sempre per le stesse "facce da ladro" scandalizzandoci se ci derubano sotto gli occhi. Come dice il proverbio: ogni Stato ha i governanti che si merita.
Buona serata.


Alessio Iarrera su Affaritaliani.it del 10/04/2012

giovedì 22 marzo 2012

Uno scialle , il tuo scialle .

Uno sguardo distratto , due occhi che si incontrano , la scintilla che divampa .
Ti fisso e sorrido io , timido , dubbioso , invadente o condiviso ? poi convinto e condiviso .
Un sorriso , il tuo , timido , dubbioso , incerto , ricambiato ? a voler cogliere condivisione , interesse , complicità .
Gli occhi , bellissimi , i capelli , le labbra : tutto un elogio alla bellezza più pura e perfetta .
Il tuo volto emana una luce che illumina il crepuscolo che sopraggiunge .
Uno scialle ti adorna a proteggerti come una corolla che avvolge la parte più delicata e profumata di una rosa .
Da esso la tua figura esile , leggiadra , delicata , sembra voglia librarsi nell'aria finalmente libera di diffondere tutt'intorno tanta beltà , leggiadria , soavità e perfezione .
Il tuo incedere lieve , quasi a librarti nell'aria , fa da calamita per gli occhi dei comuni mortali attratti da cotanta bellezza .
Se fossi un pittore , per dipingere l'incarnazione della bellezza e dell'amore in una donna , farei il tuo ritratto .
Un sognatore incallito .

sabato 18 febbraio 2012

Tagli agli stipendi della casta . Il PD dimentica di portare in aula la proposta .

Crispano. Marina e Nunzio Cennamo difendono i mensili d'oro di sindaco e assessori

CRISPANO - Adesso si nascondono per tutelarsi lo stipendio. Uno stipendio d’oro, ovviamente, che i cittadini di Crispano elargiscono ogni mese al sindaco Carlo Esposito e agli assessori. Stipendi “pesanti” considerato che essendo proventi dell’attività politica, dovrebbero essere da corredo al mensile che i politici riescono a guadagnarsi lavorando. Le cifre non sono precise perché sul sito del Municipio non trovi i guadagni della giunta e del capo dell’amministrazione. Altro che trasparenza. Si riempiono la bocca ma non sanno nemmeno dove abita. Carlo Esposito dovrebbe guadagnare dal Municipio uno stipendio di oltre duemila e cinquecento euro. Cinque milioni al mese circa del vecchio conio. Il vicesindaco si ferma a poco più di 1500 euro mentre un assessore ne porta a casa circa 1200. Di questi tempi, fanno proprio comodo. Uno schiaffo alla miseria, uno schiaffo alla crisi e alle famiglie disagiate. Ma la politica non dovrebbe essere volontariato? Eppure, Crispano è un paese al di sotto dei 15mila abitanti. Non c’è un’attività politica e amministrativa intensa. Basta andare sul Municipio ed è facile costatare che la piccola cittadina a nord di Napoli non ha nemmeno un sindaco a “tempo pieno”. Di mattina non c’è mai. O raramente. Chi vuole trovarlo sa che deve recarsi al Comune verso l’ora di pranzo. E di pomeriggio? Nemmeno a dirlo. Raramente. E allora, è possibile che per tre ore di “lavoro”, se così lo vogliamo chiamare, in media al giorno, escluso sabato e domenica, i cittadini di Crispano devono riconoscere al sindaco duemila e cinquecento euro al mese circa? Basta fare un raffronto col sindaco di Cardito Giuseppe Barra, ad esempio. Lo trovi al Municipio, in attività dalle 8 e 30 del mattino fino alle 20. Tutti i giorni Sabato incluso. In questo caso il discorso cambierebbe. Ma Crispano per problemi territoriali e per impegno politico-amministrativo, non è Cardito, non è Afragola, non è Casoria, non è Frattamaggiore. E ciò che vale per il sindaco di Crispano figuriamoci per gli assessori. A Crispano vederne uno in giro sul Comune è fortuna rara. E chi ci va più di frequente è perché ha un’attività professionale direttamente legata all’operato degli uffici comunali. Infatti, si prenda ad esempio Antonio Barra. Fa l’assessore all’Ambiente ma quando c’è al Municipio, spesso lo trovi nell’ufficio Tecnico comunale. Lo dicono gli stessi consiglieri di maggioranza. Chiedetelo al presidente Michele Vitale e vedete cosa vi risponde. Barra fa l’assessore all’Ambiente, è il più presente della giunta ma lo trovi spesso nell’Utc. Cosa c’entra l’ufficio Tecnico del Comune con l’Ambiente? Nulla. Antonio Barra fa il geometra.
Ecco perché gli stessi consiglieri comunali, di diversa estrazione politica, hanno fatto quattro conti e tirato le somme. Enzo Cennamo, consigliere comunale eletto nella lista del Pd, ma in aperta polemica con i suoi colleghi ed i vertici locali del partito, ha presentato una proposta in commissione Pianificazione economica, presieduta dal consigliere di “Valori sociali” Michele Vitale. Cosa dice la “proposta Cennamo”? Tagliare il 50 per cento delle indennità riconosciute al sindaco e agli assessori per destinarli al settore dell’Assistenza. “Ho presentato in commissione molti mesi fa questa proposta – spiega Enzo Cennamo – ne abbiamo discusso e il presidente Vitale si è assunto l’impegno di comunicare tutto al presidente del Consiglio al fine di discutere ed eventualmente approvarla nel civico consesso. Sto ancora aspettando. Sono passate settimane, è stata convocata pure l’Assise ma non l’hanno messa all’ordine del giorno. Spero sia stata una dimenticanza da non ripetere nella convocazione della prossima seduta”. Insomma, Anna Castiello, presidente del Consiglio, ha “dimenticato” di mettere all’ordine del giorno la proposta di tagliare gli stipendi d’oro alla “casta”.
Eppure, il presidente della commissione Michelle Vitale ha dichiarato di “condividere la proposta di Cennamo e attende che il presidente Castiello la metta all’ordine del giorno nel prossimo civico consesso”.
In bilancio ci sono 120mila euro stanziati per le indennità agli amministratori locali. Centoventimila euro che i cittadini ogni anno versano nelle tasche del sindaco e degli assessori. Il taglio proposto da Enzo Cennamo del 50 per cento porterebbe circa 60mila euro di surplus da utilizzare come sussidio agli studenti universitari, alle famiglie disagiate o alle categorie più deboli. Come dargli torto? Gli unici in commissione che si sono schierati contro il taglio degli stipendi sono stati l’assessore Nunzio Cennamo di “Libera democrazia” e il capogruppo del Pd Marina Cennamo, figlia del superdirigente del Comune di Crispano Salvatore Esposito e braccio destro del sindaco.
“La mia proposta è in linea con lo scenario nazionale e con quello che il Pd chiede a tutti i livelli istituzionali – spiega Cennamo -. Solo a Crispano la classe dirigente del Pd non ha voluto affrontare la questione legale, la questione morale e la vicenda legata alla mancanza di trasparenza al Municipio. Mi sono dimesso da assessore e da capogruppo consiliare per aprire un dibattito. Non ne hanno voluto parlare. Allora ho deciso di non tesserarmi in attesa che qualcuno a livello locale decida di preoccuparsi di questi temi fondamentali per chi fa politica e per chi dovrebbe tutelare il buon nome del paese e soprattutto garantire l’interesse collettivo”.
L’opposizione attacca. “La proposta di Enzo Cennamo è giusta – spiega Renato Di Micco, consigliere del Pdl – e ricordo che l’abbiamo pure presentata noi ad inizio consiliatura. I soldi che diamo agli assessori e al sindaco ogni mese, in quelle proporzioni, sono inutili ed in un periodo di tagli e sacrifici a tutti i livelli, sarebbe opportuno risparmiarne almeno la metà per destinarli alla popolazione e a chi ne ha bisogno. La politica è volontariato e una volta coperte le spese ordinarie con l’indennità sarebbe giusto destinare la restante parte di quel denaro a chi ne ha bisogno. Aspettiamo che il presidente metta all’ordine del giorno la proposta del consigliere Cennamo che sosteniamo come Pdl e come Noi sud. I numeri ce li ha il centrosinistra. Se vogliono bocciarla e vogliono difendere di questi tempi i loro stipendi d’oro, vengano in aula e abbiano il coraggio di dimostrare alla città la loro posizione. Non possono tutelare i loro stipendi d’oro nascondendosi dietro il silenzio e la solita deleteria demagogia, tipica della sinistra crispanese”.
La chiamano “casta” di sinistra quella guidata dal sindaco Carlo Esposito e da Nunzio Cennamo. Invece no. E’ una “casta” che rappresenta il “pezzotto della sinistra”. Mentre la gente muore di fame, la disoccupazione aumenta e i giovani hanno difficoltà a comprare i libri e a pagare le tasse universitarie, se in molte famiglie c’è difficoltà a mettere il piatto a tavola e a loro la politica ha chiesto sacrifici, con aumento di tasse e riduzione dei posti di lavoro, come si possono riconoscere stipendi d’oro ad un sindaco di un piccolo paese ed a qualche assessore “fannullone”? Loro sono la casta. Della sinistra sono solo un “pezzotto”. E’ la “casta del portafogli”. Ecco perché pur di zittire il silenzio giustificano e utilizzano le aggressioni. Per molti di loro il Comune è una questione di sopravvivenza. Non politica. Ma economica…
Tratto da : Napolimetropoli.it , quotidiano online .

L'ASSESSORE AL BILANCIO FA MALE I CONTI .

Aumenta la tassa sulla munnezza, ma è contrario ai tagli degli stipendi dei politici.
L’ing. Nunzio Cennamo, lo ricordate, fa l’assessore a Crispano, quello del bilancio partecipato, quello che crede che la legalità sia solo internet e cambiare la società dei telefoni al Comune, con tutti i maggiori costi che ha causato; quello dei progetti di pubblica utilità che poi da mesi non vengono avviati; ebbene è colui che ha proposto l’aumento della tassa sui rifiuti.(approvata in giunta, delibera n.70 del 9.6.2011, assieme a Carlo Esposito, Casaburi Sossio, Capasso Luigi, Frezza Giuseppe.Rivolgete a loro le vostre lagnanze).
Ma andiamo per ordine.
L’’assessore nella proposta dice che la legge impone ai comuni campani la copertura dei costi.
Ma ha mai fatto una seria verifica dei costi e dei ricavi? Sicuramente no!
Ed allora per quanto a nostra conoscenza, diciamo:
la precedente società, raccolta e trasporto, percepiva mensilmente €. 83.860,00
l’attuale società, percepisce mensilmente €.77.172,06, con risparmio annuale di €.80.000,00;
spese degli automezzi comunali adibiti al servizio:
prima erano a carico del comune,ora a carico della nuova società.(altro risparmio)
Alla società Ego Eco, che non era stata ammessa alla nuova gara perchè aveva avuto n.21 contestazioni sul malfunzionamento del servizio, rimaste senza risposta, quanto ha pagato di penalità? Noi non lo sappiamo, non sappiamo neanche se gliele hanno chieste, ma sarebbe altro risparmio.
Quanti euro il Comune ha ricavato dalla vendita dei materiali differenziati? (altro risparmio)
Quanti evasori sono stati scovati o a pagare sono sempre i soliti noti? (e chi lo sa!)
La popolazione partecipa attivamente, tanto è vero che già il 20 ottobre del 2011, ovvero 11 giorni prima che finisse il mese, l’Amministrazione trionfalmente annunciata che la raccolta differenziata aveva raggiunto la percentuale di quasi il 70%, badate, in appena 20 giorni!!!! (nel mese di settembre era al circa il 20%)
La popolazione si aspettava una riduzione delle tariffe, come preannunciato: “se collaborate il Comune abbasserà le tariffe, vi ricordate queste promesse dell’amministrazione?
La popolazione ha fatto il suo dovere, collabora ma come premio riceve l’aumento delle tariffe.
Non è certamente colpa dei cittadini se fuori alla casa di un assessore in data 15.2.2012 è stata posta dagli addetti al servizio la diffida che non sa fare la differenziata!!!!!!!
L’assessore al bilancio ha presto dimenticato che quando era all’opposizione si è battuto contro l’aumento delle tariffe, unitamente ai consiglieri di Radici e del PDL. Oggi è colui che ha proposto gli aumenti, bravo!!!!!!!
RADICI DEMOCRATICHE CRISPANO .
Ciclostilato in proprio oggi, 18.02.2012

domenica 25 dicembre 2011

Metafora per veri intenditori .

Palude profonda e melmosa . Zattera instabile e una pagaia . Fermi si rischia di andare alla deriva e affondare nella melma viscida e profonda . Non arrendersi , dar di pagaia con forza per avvicinarsi alla terraferma stabile . Impresa quasi impossibile per la vischiosità dell'acqua putrida e melmosa , che avvolge tutto e che tenta di trascinare verso il fondo inesorabilmente , senza via di scampo . Solo la forza fisica non è sufficiente , tutto il corpo è impegnato allo spasimo , sembra sempre più impossibile , la volontà vacilla , viene meno lo spirito e aumenta la tentazione di sprofondare negli abissi a far compagnia ai tanti che prima sono sprofondati , alcuni senza un minimo di reazione , lasciandosi andare rassegnati all'infausto destino . No , non può finire così . Dall'io profondo la voglia di reagire torna prorompente , le ultime energie sono raccolte per aiutare il corpo a tenere a galla la zattera e nello stesso tempo a chiamare allo sforzo sino allo spasimo l'intelligenza : dove sei ? Devi dare il tuo contributo fondamentale per la risoluzione del problema di vita o di morte . Devi farlo , ne sei capace , hai permesso all'homo sapiens di arrivare ai giorni nostri . Io , erede di tanta evoluzione , dove l'intelligenza non difetta , non posso fallire !
Sulla riva si intravede chi " ce l'ha fatta " : uno scafessa , primus inter pares , cattiveria , malignità , opportunismo , vigliaccheria , tutto molto concentrato e accorciato in una sola persona . Il vate che annuncia , ipocrisia fatta persona che scrive libricini e programmi per dimostrare quant'è bravo a fare il contrario ricavando solo sostanziosi vantaggi personali e familiari , che della massima del prete : fate quello che dico ma non fate quello che faccio , ha fatto il suo dettame di vita , del resto gli sono stati trasmessi degli ottimi geni . L'esperto di cultura che non sa che si firma prima col nome e poi col cognome , nonostante " l'aquisizione " di tanti titoli di studi in breve tempo . Lo sfasciacarrozze abile nel vendersi ad ogni stormir di foglie , il profumato che grazie a parentele " onorate " ha raggiunto buoni risultati . Il disegnatore , anche lui grazie a interessamenti di " onor di società " ha in mano disegni e prospettive di tutta la zona , il siringaio , ignavo , sguardo assente , inerte , abulico , zombi , forse con problemi di linguaggio : non parla se non gli scrivono quello che deve dire e pure allora si impappina e deve essere aiutato . L'azzeccagarbugli , che grazie alla lingua ottima e biforcuta riesce a galleggiare anche nei mari più impetuosi trovando sempre le migliori opportunità , già con degna eredità . Lo sbirro , che riesce a far divertire riempendo le proprie tasche in modo non chiaro , ma questo è un dettaglio . Tante altre figure di secondo piante pronte a osannare il principe del momento per la poca farina che possono ricavare e a tradire un istante successivo .
Che sta succedendo , intelligenza ? Ti stai facendo conquistare dalla praticità ? Quali strade mi vuoi indicare ? Quelle percorse da molti presenti sulla terraferma : truffa , ladrocinio , vigliaccheria , ipocrisia , opportunismo , rinnegare idee e principi , malaffare , avidità , accumulare soldi senza preoccuparsi da dove vengono , tanto non hanno olezzo . Questo , velatamente , fai balenare nella mia vecchia e un poco stanca mente !
No , grazie ! Riesco ancora a resistere e lottare per arrivare sulla terra ferma grazie all'intelligenza che deve tornare a fare il suo dovere trovando rotte navigabili dove agevole sarà scivolare su onde cristalline in acque incontaminate per approdare su una terra ferma dove ad attendermi ci saranno " DONNE e UOMINI " che hanno fatto loro principio di vita valori come onestà , rettitudine , affidabilità , professionalità , coscienza pulita , disponibilità .
Non sono un esaltato , sono un uomo che aspira a vivere tra donne e uomini per bene e onesti !

sabato 24 dicembre 2011

La letterina di Natale che il sindaco non scriverà mai!

Cari bambini di Crispano, il sindaco, Sig. Carlo Esposito, dovrebbe scrivervi questa lettera, ma secondo noi, conoscendolo, non troverà il coraggio di farlo, quindi lo facciamo noi per lui.
Cari ragazzi quest’anno, per mancanza di soldi, non ci saranno per voi i libri di testo gratuiti, e cosi dovranno essere i vostri genitori a comprarli.
Ad onore del vero, qualche soldino nelle casse comunali c’era, appunto per far fronte alle emergenze.
Ma quest’estate quei soldi il Sindaco ha pensato di spenderli per il divertimento e ha fatto venire a Crispano il bravo comico napoletano Izzo, per il piacere di fare quattro risate. Certo che per lui la cultura conta con spettacoli e feste, per cui i soldi dei contribuenti in quelle occasioni non mancano mai, ma lui vi pensa molto, tanto è vero che invece di far costruire le scuole che promette da circa 20 anni, ha pensato di regalarvi( con i soldi dei contribuenti, tra cui i vostri genitori) un teatro, altro che studiare, altro che libri, lui sa bene che chi studia e impara non può essere manovrato e che, cosi facendo, voi che siete rimasti senza libri, avete regalato tante risate alla gente e fatto contento LUI. Non siete contenti?
E’ vero, potrebbe decidere di rinunciare per qualche mese alla sua paghetta di sindaco e far rinunciare pure gli assessori e spenderle per voi. Ma credeteci, secondo lui non è possibile. Ci sono i mutui delle loro case, le rate delle loro auto nuove, le vacanze, il bollo, le assicurazioni, le tasse ed il condono da pagare . Voi siete bambini svegli e quindi capirete che le loro necessità sono più importanti dei vostri libri per cui hanno pensato di lasciar perdere. Se il vostro papà non paga il mutuo possono pure portargli via la casa, se un bambino non ha il libro per studiare poco male, può sempre farselo prestare o comprare con altri sacrifici dei genitori. Non siete d’accordo con il Sindaco Carlo Esposito?
E’ vero il sig. Carlo Esposito potrebbe rinunciare al suo autista personale e risparmiare cosi un po’ di soldi sempre da spendere per voi. E poi dovrebbe fare la stessa cosa con altri dipendenti comunali che oltre allo stipendio prendono molti altri soldi perché hanno tanti compiti. Ma, diteci, cosa potrebbe pensare la gente nel vedere che il sindaco Carlo Esposito gira in auto senza il suo autista personale ? Sicuramente penserebbe che un sindaco che non ha l’Ambrogio personale a sua disposizione giorno e notte è "nù piscitiello e cannucce". E questo non sarebbe stata una cosa bella. Non vi pare?
Pensate, quando ha saputo che non sarebbero arrivati i soldi per i libri, era sicuro, comunque, di farcela a comprare i libri per voi. Ha anticipato pure i soldi per la Via Limitone.
Ma prima di comprare i libri ha comprato un’auto nuova per sé ed i suoi assessori, così quando lo vedete circolare per il paese direte: quanto è bello il nostro sindaco nella macchina nuova! Cosa importa che i soldi sono finiti, il sacrificio dei libri è servito a qualcosa.
Doveva incassare molti, molti soldi da coloro che avevano costruito abusivamente case ed appartamenti anche da vendere. Ebbene non ci crederete, ma in questa occasione sono andati da lui alcune persone insieme a qualche assessore e un paio di impiegati comunali a dirgli che non avevano i soldi per pagare il condono, per cui volevano la grazia per pagarlo a rate.
E diteci , voi al suo posto cosa avreste fatto? Non li avreste accontentati? Ebbene lui non ha saputo dire di no. Ed anche se adesso loro hanno avuto il condono senza ancora pagare e voi non avete avuto i libri perché non ci sono i soldi, dovreste essere contenti lo stesso, perché voi e lui avete fatto una buona azione e di questo Babbo Natale né terrà conto quando verrà nelle vostre case a portare i doni che tanto avete desiderato.” Purtroppo, i libri non li porterà, perché il Sindaco non gli ha dato i soldini.
Buon Natale bambini, non temete, il sindaco vi vuole bene e lavora sempre per voi.
Un giorno, quando non avrà altre richieste, quando non saprà come spendere i soldi, vi penserà e comprerà i libri accontentando anche voi e tutti, felici e contenti direte:
Evviva il Sindaco, ci ha comprato i libri che Babbo Natale non ci ha portato!!!!!!
Buone Feste ragazzi auguri a tutti in famiglia

sabato 10 dicembre 2011

CARABINIERI e POLIZIA o Vigilanza Privata ?

Il Sindaco di Crispano , Esposito , capo di un’amministrazione sciolta qualche anno fa per problemi di camorra , forse (????) , ha poca fiducia nelle Forze dell’ordine Istituzionali presenti sul territorio : CARABINIERI ( c’è una caserma a Crispano ) , POLIZIA DI STATO , GUARDIA DI FINANZA . Ha fatto affiggere un manifesto dove invita i Concittadini , per sentirsi maggiormente tutelati , a rivolgersi ad un Istituto di Vigilanza privato , con il quale , forse (????) , ha stipulato una convenzione . Questo comportamento può (?) ingenerare una certa confusione , specialmente tra i giovani , tra le coscienze più deboli e superficiali , tra chi non sa approfondire i vari aspetti delle questioni . Si può innescare un brutto meccanismo che fa maturare nelle figure predette una sempre maggiore sfiducia nelle forze dell’ordine Istituzionali , Carabinieri , Polizia , Guardia di Finanza , che tanto si impegnano anche sul nostro territorio per contrastare non solo la criminalità organizzata e la micro delinquenza , ma anche l’illegalità diffusa , grosso bubbone che ammorba e inquina il nostro territorio . Forse a qualcuno non piace l’impegno e la solerzia che Carabinieri e Polizia , con passione , profondono nell’adempimento dei loro doveri istituzionali !
Meditate , persone oneste e perbene di Crispano !

sabato 5 novembre 2011

PEPPE O' PARENTE : LA DITTATURA NEL SANGUE

Il papà dell'assessore Cennamo aggredisce il direttore De Cicco e il sindaco di Cardito

Crispano. L'episodio si è consumato a Cardito in piazza Giovanni XXIII

LA REDAZIONE

CRISPANO – Un episodio vergognoso che merita di essere condannato da tutta la locale classe dirigente e dalla parte sana della comunità. Il papà dell’assessore Nunzio Cennamo ha aggredito il direttore responsabile di www.napolimetropoli.it e di Mosaico Giovanni De Cicco.

Il giornalista d’inchiesta, che da mesi conduce sul territorio una battaglia contro le illegalità e le collusioni tra politica e camorra, era in compagnia del primo cittadino di Cardito Giuseppe Barra. Sono stati prima seguiti dall’aggressore e appena si sono fermati a Cardito in piazza Giovanni XXIII, il papà di Nunzio Cennamo, è sceso dalla sua automobile e, pubblicamente, ha prima offeso e poi è passato all’azione con sputi, spintoni, tentando addirittura di colpire il direttore De Cicco con schiaffi e pugni. Minacciandolo con frasi forti, richiamando in più circostanze addirittura anche il clan dominante in zona. Con minacce di ulteriori ritorsioni da parte della criminalità organizzata. Difeso dalla folla e dal sindaco Giuseppe Barra, il quale a sua volta è stato preso di mira con offese e minacce dall’aggressore, il cronista è tornato a casa scortato da una pattuglia dei vigili urbani e dal sindaco di Cardito. Il folle gesto è stato causato da alcune inchieste giornalistiche che hanno colpito la famiglia dell’assessore Cennamo, su alcuni ripetuti abusi edilizi consumati in città.

“Un episodio vergognoso e squallido– spiega il direttore De Cicco -. Da diversi mesi subiamo minacce e intimidazioni da chi è interessato a fermare la stampa libera in territori di frontiera. Ho ricevuto la solidarietà del sindaco di Crispano, Carlo Esposito, e lo ringrazio pubblicamente perché ancora una volta si è dimostrato una persone matura e perbene con logiche distanti anni miglia dalla perversione che ormai è comune a chi in questi territori crede che essendo al potere è libero di consumare qualsiasi illegalità. Il papà dell’assessore Nunzio Cennamo, che predica bene e razzola male, non


è nuovo a simili episodi e già nei mesi scorsi si è reso protagonista di aggressioni anche ai danni di consiglieri comunali di Crispano. Nunzio Cennamo da diversi mesi continua ad offendere i giornalisti che hanno messo in luce azioni illegali commessi dalla sua famiglia a Crispano e dopo le offese verbali, a colpi di volantini e manifesti, sono passati all’azione. Ringrazio il sindaco e amico Giuseppe Barra il quale mi ha difeso beccandosi pure offese gratuite da un energumeno che continua a girare liberamente per le strade con la licenza di minacciare, aggredire e picchiare chi mette in luce situazioni illegali che riguardano la famiglia dell’assessore Nunzio Cennamo. Spero che la locale classe dirigente di Crispano sappia prendere le distanze da un modo di fare tipico delle terre di camorra. E’ assurdo che rappresentanti delle istituzioni avallino e fomentino certi atteggiamenti violenti e continuino a parlare di una rivoluzione culturale. Se è questa la loro rivoluzione culturale, sarà il paese a prendere le distanze dai violenti e da atteggiamenti squallidi, vergognosi, di chiaro stampo mafioso. Al di là di tutto, l’episodio, per quanto increscioso, non mette in discussione l’ottimo rapporto che ho con la comunità locale e la solidarietà che mi è arrivata da consiglieri comunali e singoli cittadini dimostra q che il tessuto sociale ha i giusti anticorpi per ribellarsi nei confronti di chi conosce esclusivamente l’arma del fango, delle offese, delle minacce e delle aggressioni per coprire situazioni palesi di illegalità. Ringrazio tutti per la solidarietà e prometto che non faremo un passo indietro. Anzi, saremo ancora più vigili e attenti in quanto non saranno gli atteggiamenti mafiosi a fermare la libertà di stampa e la lotta al malaffare”.

Il direttore De Cicco si recherà in queste ore dai carabinieri per sporgere una formale denuncia.TUTTA LA REDAZIONE esprime piena solidarietà e sostegno al direttore Giovanni De Cicco sperando che la parte sana della comunità si stringa attorno a chi lavora per contrastare in terre di frontiera illegalità e criminalità.
Da napolimetropoli.it

ASSENTEISMO AL COMUNE DI CRISPANO .

Il Sindaco Esposito non può più stare fermo a guardare, è necessario porvi rimedio

di Biagio Mellone

Sono stati pubblicati sul sito del Comune di Crispano, i dati dei tassi di assenza e presenza, del mese di agosto, dei dipendenti comunali di sei settori amministrativi. I dati sono molto allarmanti. La percentuale di assenza medi è superiore al 60%. Sono stati presi sotto esame sei di tanti settori amministrativi del Comune di Crispano, il settore amministrativo e gestionale è quello con più assenti che addirittura supera l’82%, mentre quello più “virtuoso” se vogliamo, è quello della vigilanza comunale con un tasso di assenza poco inferiore al 50%. Sono dati allarmanti.

Queste statistiche sono state pubblicate in base all’operazione di trasparenza amministrativa che il Comune di Crispano sta effettuando, ma le cifre parlano da sole. Di certo la politica non può stare a guardare, è necessario fin da subito che il Sindaco Carlo Esposito adotti tutti gli strumenti possibili per rimediare a questa situazione, così come avvenuto nel comune di Napoli dove De Magistris ha messo a punto una task force che ha l'obiettivo di rendere più effeciente la macchina comunale. Restare inermi difronte a ciò significherebbe essere partecipi di questo spreco...
Da napolinord.it

sabato 1 ottobre 2011

Malattia mortale Italiana .

La malattia mortale: riflessioni di un 18enne
Venerdì, 30 settembre 2011 - 11:03:47

Egregio direttore,
essendo da diversi mesi che leggo il suo quotidiano online, ho deciso di scriverle questa lettera. Sono un ragazzo marchigiano di diciotto anni che tra pochi giorni comincerà il suo cammino universitario presso la facoltà di economia e commercio di Ancona, e con questa volevo farle sentire tutta la mia grande perplessità e indignazione rispetto a quella che considero la malattia mortale dell'Italia: il non voler andare avanti, mantenere lo status quo.

Come sa, i giorni futuri si prospettano sempre più neri per il futuro dell'Italia: poco più di una settimana fa l'(ennesimo) scandalo sessuale con la pubblicazione di montagne di intercettazioni investe il Presidente del Consiglio, poi l'(ulteriore) ondata al ribasso di Piazza Affari e delle altre borse europee, l'altro giorno il declassamento dell'affidabilità del debito italiano da parte dell'agenzia di valutazione americana S&P's. Se quest'ultima sia stata una manovra politica, come sostiene il Governo, o meno non sta al sottoscritto dirlo; ciò che è importante è il motivo che è alla base di questo abbassamento: d'accordo, abbiamo un governo che manca degli attributi necessari per superare audacemente questa crisi, come d'altronde tutta l'Europa occidentale, abbiamo un tessuto industriale che fatica a ripartire, a causa di un mancato rilancio della domanda interna, abbiamo tutte le inefficienze per cui l'Italia è ormai tristemente famosa, ma questi sono solo i sintomi della malattia italica e non la sua tremenda causa.

Questa invece va ricercata nel profondo dell'Italia, nel cuore degli italiani: come dai recessi più oscuri del vaso di Pandora uscirono tutti i mali del mondo, se guardiamo da vicino l'opinione di tutti gli abitanti della Penisola ci accorgeremo di una cosa, che sono quasi tutti infetti dal terribile virus del conservatorismo ad oltranza.

Indisposizione a seguire nuove vie; tradizionalismo e nepotismo; imposizione di veti sull'abolizione dei privilegi del passato; rifiuto di manovre "correttive" o di modifica delle norme lavorative o del codice del lavoro (ancorato a quello di QUARANTA anni fa); intoccabilità dei soliti noti e delle loro caste; onnipresenza e semi-onnipotenza del sistema giuridico e di quello sindacale. Questi sono solo alcuni esempi: per essere più generici, non siamo disposti a dare nulla per ottenere un futuro migliore: hic manebimus optime, dicevano i romani e sussurrano le sigle sindacali e la Confindustria: non cambiamo niente, riformiamo la struttura senza toccare i suoi pilastri fondamentali. Con una mentalità del genere dov'è il futuro? Nella vanagloria del passato?

Prendiamo ad esempio gli ordini professionali: perchè un neolaureato in giurisprudenza deve essere costretto a sottomettersi a quella mastodontica organizzazione nepotista che è l'ordine degli avvocati per fare il lavoro che vuole? Per non parlare di quello dei notai, che è una casta degna della migliore aristocrazia medievale. Ho nominato queste, perchè sono gli esempi più lampanti, ma lo Stato ne riconosce più di altri 20! Se non fosse per la costante difesa dei loro interessi di "classe", avremmo superato da tempo quest'arcaica struttura di gilde, che proprio come le loro controparti duecentesche decidono chi può fare cosa, quanto va pagato e come vada fatto. Scherziamo? Se l'Italia è, come dice la Costituzione, una repubblica fondata sul lavoro, perchè le persone vengono impedite dallo svolgere la loro attività quando, dove e come pare loro?

Guardiamo anche al nostro panorama politico: nelle due Camere i maggiori partiti sono il Popolo delle Libertà, conservatore, e il Partito Democratico, anch'esso ormai diventato conservatore; gli altri sono ulteriori forze conservatrici, come l'Italia dei Valori o FLI o la Lega stessa. Dov'è finita l'anima socialista della "sinistra"? Quello spirito battagliero dei ragazzi del '68 e quella via tutta italiana al socialismo inaugurata da Berlinguer? Negli ultimi governi Prodi sono state più le politiche "di destra" adottate, una su tutte l'imposizione della moneta unica, che quelle "di sinistra". E dov'è quel sentimento liberale o nazionalista che definisce la "destra"? Nella storia della Seconda Repubblica sono state di più le aggiunte al bilancio sociale da parte dei governi Berlusconi che quelle delle controparti di sinistra. Con un Parlamento con le idee così confuse, con una classe politica simbolo del conservatorismo di chi la elegge, dove possiamo andare?

Si tenta di riformare le pensioni per alleggerire il bilancio statale e per adattarle alle rinnovate aspettative d'età? Guai! Ci manca poco che scoppi una mezza guerra civile come stava per accadere in Francia pochi anni or sono, quando la destra di Sarkozy andava in questa direzione. Si prova a riformare il mondo della giustizia in modo che non continui a far politica, anche grazie al suo partito in parlamento? Vengono assaltate le file dei ministri del partito di governo con indagini su indagini, con fango su fango, finchè questo si ritrova senza la forza di sostenere la grave situazione economica mondiale e di difendere il Paese dai rischi sociali.

E' questa la Malattia Mortale dell'Italia, per utilizzare il titolo di un libro del filosofo danese Kierkegaard; chi prova a cambiare qualcosa viene preso per i fondelli e bloccato dall'alto o dal basso. Gli imprenditori, in particolare quelli della piccola industria con meno di 15 impiegati, sono sempre più irrequieti: all'ultima assemblea di Confindustria oltre il 45% di loro non era contrario ad una patrimoniale, e ora più che mai sono in molti ad appoggiare l'idea dell'Amministratore Delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, di una manovra di portata colossale che possa veramente cambiare le regole del gioco: 400 miliardi non sono pochi, anzi, sono quasi un quinto del totale debito pubblico italiano odierno. Ormai ciò che resta dell'anima viva dell'Italia, di quel ceto imprenditoriale che ha permesso la nascita dei distretti industriali è giunto allo stremo. Signor direttore, quanto ancora verrà munta questa forte, grassa e, nonostante tutto, resistente vacca prima che schiatti?

Ma non si possono solamente fare tagli alla spesa o alzare le tasse: l'ingrediente fondamentale che manca a queste "manovre" è una spinta alla produttività, un decollo della domanda interna, un qualcosa che possa ridare carburante alla macchina Italia, che consuma sempre più e rende sempre meno. Mancano tutte quelle opere atte al rilancio dell'economia del Bel Paese: anzi, per la precisione, ci sono tutte quelle che servono a deprimerla, una su tutte l'aumento dell'Iva al 21%. Basta guardare la locomotiva tedesca, per comprendere! Però, sapete com'è, Hic Manebimus Optime, guai a chi cambia qualcosa! Dobbiamo denunciare ed estirpare questa mortale pianta che soffoca le fronde di quercia e d'alloro dell'Italia, perchè chi non è disposto a rischiare non è degno di un futuro migliore: questo ci insegna la storia e la vita di tutti i giorni. E dubito che per noi, popolo di conservatori, questa sacrosanta verità cambierà.

Marco Porfiri
Da affaritaliani.it

lunedì 15 agosto 2011

Paolo Barnard : il vero potere mondiale ci vuole schiavi .

Chi decide il nostro futuro? Quegli «ometti in doppiopetto blu» che in teoria possiamo promuovere o bocciare col voto? No, purtroppo: quelle sono solo «le marionette del vero potere», che risiede lontano, protetto da palazzi inaccessibili, da cui dirama ordini attraverso il più micidiale degli strumenti: la finanza. Il mondo ci sta franando addosso? Non è un caso: era tutto perfettamente previsto. Anzi: organizzato. Da chi è al lavoro da decenni per compiere “il più grande crimine”: lo smantellamento della democrazia, la fine della sovranità, la privatizzazione degli Stati, l’eutanasia della politica. Una piovra elusiva, senza volto, ma pressoché onnipotente e dalle mille sigle: Bilderberg, Wto, Unione Europea e Bce, Fmi, con tanto di lobby e think-tanks, banche centrali, mafie.

E’ il potere vero, quello che può stabilire la rovina di intere nazioni per specularci sopra e realizzare guadagni favolosi, al di sopra degli Stati e della politica. La tesi, attorno a cui lavorano diversi “eretici” italiani, è stata messa a fuoco e divulgata in modo organico e con vastissima documentazione da Paolo Barnard, pioniere della tv-verità prima con Santoro ai tempi di “Samarcanda” e poi con “Report”, fino alla rottura polemica con Milena Gabanelli per la mancata assistenza legale Rai di fronte al mare di querele rimediate in tante inchieste scottanti. Scomparso anche dal web, dove non è più visibile il sito “paolobarnard.info” che raccoglieva un’infinita quantità di scritti, dossier e reportage, il Barnard-pensiero è rintracciabile direttamente su YouTube, dove il giornalista riassume quello che definisce “il più grande crimine” (dal titolo dell’ultimo saggio), oppure su blog come “Disinformazione” che solo due anni fa proponeva il ritratto del “vero potere” secondo Barnard.

Una “profezia”, quella del giornalista italiano, che fa venire i brividi, vista la crisi globale sempre più esplosiva e le immancabili “ricette anti-crisi”, puntualmente annunciate con anni di anticipo dal reporter più scomodo d’Italia: misure così dure e impopolari da decretare la fine di decenni di conquiste democratiche. La sua tesi: le antiche oligarchie terriere, messe in crisi dalle lotte sindacali e democratiche del ‘900, si sono “riprese il mondo” attraverso l’alta finanza, riducendo all’impotenza gli Stati grazie al “ricatto” del debito pubblico, prima fittizio, ma poi divenuto sciaguratamente “privato” con il suo silenzioso trasferimento alle centrali finanziarie mondiali. Operazione coronata dall’introduzione dell’Euro – moneta che non appartiene a nessuno Stato, neppure a Bruxelles – e dal Trattato di Lisbona, vero e proprio «colpo di Stato europeo» che sottrae agli Stati membri ogni residua sovranità: tutte le leggi principali dovranno essere conformi ai diktat di un’élite mondiale, che è in grado di condizionare qualsiasi governo con la leva finanziaria.

Una “spectre” da fantascienza? No, tutt’altro: Paolo Barnard fa nomi e cognomi. Premessa: «Il Potere è stato eccezionalmente abile in molti aspetti, uno di questi è stato il suo mascheramento: il Potere doveva rimanere nell’ombra, perché alla luce del sole avrebbe avuto noie infinite da parte dei cittadini più attenti delle moderne democrazie». Ci hanno messo davanti politici e governi, in modo che il “vero potere” potesse agire «sostanzialmente indisturbato». Non che la Casta sia innocente, naturalmente: le «marionette» che calcano «il cortiletto della politica» hanno «relative torte da spartire», a patto però che «eseguano poi gli ordini ricevuti». Da chi? Da un «colossale e onnicomprensivo ingranaggio invisibile», che secondo l’ex presidente brasiliano Lula «manovra il sistema da lontano: spesso cancella decisioni democratiche, prosciuga la sovranità degli Stati e si impone ai governi eletti».

Secondo Barnard, oggi il vero potere «sta nell’aria», ha avvolto il mondo e dice questo: «Pochi prescelti devono ricevere il potere dai molti. I molti devono stare ai margini e attendere fiduciosi che il bene gli coli addosso dall’alto dei prescelti. I governi si levino di torno e lascino che ciò accada». E’ la vecchia teoria dei “Trickle Down Economics” di Ronald Reagan e Margaret Thatcher, cioè il neo-liberismo, la scuola di Chicago, il purismo del “libero mercato”. «Questa idea economica comanda ogni atto del Potere, e di conseguenza la vostra vita, che significa che davvero sta sempre alla base delle azioni dei governi e dei legislatori, degli amministratori e dei datori di lavoro. Quindi essa comanda te, i luoghi in cui vivi, il tuo impiego, la tua salute, le tue finanze, proprio il tuo quotidiano ordinario, non cose astruse e lontane dal tuo vivere. La sua forza sta nel fatto di essere presente da 35 anni in ogni luogo del Potere esattamente come l’aria che esso respira nelle stanze dove esiste».
Tratto da www.libreidee.org .

venerdì 29 luglio 2011

Mano destra e mano sinistra : non si possono ignorare !

Rimembro in modo sommario e impreciso una vecchia parabola : la mano destra non può non sapere quello che fa la sinistra . A tale proposito ci sono alcuni individui che fanno l'incontrario : si sdoppiano nella vita e nelle azioni . Sono sinistra quando si tratta di giudicare e pontificare sull'operato degli altri , quando si tratta di proporre , valutare e indicare soluzioni che valgono solo per il popolo , non per loro . Sono destra quando si tratta di fare i fatti propri con grande vantaggio e lucro . In questo consapevolmente ignorando la destra , quello che fa la sinistra .
Nel lavoro , per esempio , sono presenti su tutti i cantieri , normali o abusivi , più abusivi che normali , per prestare la loro opera , come in una sorta di monopolio . Appena smessi gli abiti di lavoro , destra , indossano la sinistra e salgono sui palchi a proporre città ideali , sociale , lavoro , onestà , correttezza , rispetto delle regole e quant'altro per abbindolare i soliti idioti che li ascoltano , il popolo , che forse sperano di poterli emulare nel loro operato , tanto le parole se le porta il vento , il denaro invece , da dovunque esso provenga , non ha olezzo .
Smessi i panni del politico politicante sono subito pronti a vendere titoli (non cultura) , opere artigianali , progetti e mano d'opera a chiunque la chieda , legale o non . Tanto in Italia si sistema tutto , si sana tutto , prima o poi . Intanto gli anticapitalisti accumulano capitali , comprano di tutto , in ogni zona . Loro possono , le regole valgono per gli altri , loro mettono in pratica il detto del prete : fate quello che dico , non fate quello che faccio . Essi sono i predestinati , sono gli unti del signore , sono gli inviati in questa valle di lacrime per portare sollievo e soluzioni per 'o popolo ( parola con 4 zero ) . Intanto ingrassano sulla pelle del popolo che hanno sempre ritenuto inferiore , da sfruttare , da usare , da spremere fino allo sfinimento . Il popolo è ignorante , inferiore , da guidare , da indirizzare nelle scelte . E loro , ben volentieri , dall'alto del loro potere e dei loro vantaggi , si degnano di farlo , concedendosi malvolentieri a questo popolo brutto , sporco e ignorante .

domenica 26 giugno 2011

Con tale padre come ci si può meravigliare del vate .

"Siete tutti camorristi". Il papà dell'assessore aggredisce il presidente dell'Assise

Crispano. Al fratello i carabinieri hanno sequestrato un lotto nella zona Pip

di Pasquale Girone

CRISPANO – Un altro episodio inquietante. Un altro episodio che mette in luce la pessima qualità della classe dirigente che attornia Carlo Esposito. E’ successo al Municipio. Il papà dell’assessore Nunzio Cennamo, quello delle “dimissioni ideali”, sale le scale del Comune in fretta e furia. Arriva al secondo piano ed incontra il presidente del civico consesso Anna Castiello. Un avvocato, figura storica ed autorevole della politica locale. Il papà di Nunzio comincia a sbraitare. Al centro della sua “arringa” il cantiere sequestrato al fratello Biagio nella zona industriale per abusi edilizi. L’operazione è stata condotta dai carabinieri di Crispano, coordinati dal luogotenente Vincenzo Capoluongo. Ma chissà perché il papà dell’assessore se la prende con il sindaco, con l’amministrazione e col Comune. Non si riesce a capire perché inizia, come detto, ad inveire con parole al vetriolo: “Siete tutti camorristi qua sopra”. Poi accusa la Castiello. “Ti sei arricchita con gli incarichi legali”. Il presidente del civico consesso tenta di riportare la calma, di non cedere alla provocazioni, ma il papà dell’assessore passa alle vie di


fatto. Tenta di picchiarla. Non ci riesce solo grazie all’immediato intervento di due dipendenti comunali.

L’episodio è stato immediatamente rilevato dalle forze dell'ordine e, da indiscrezioni trapelate, non confermate dagli ambienti investigativi, i protagonisti di questa ennesima vicenda, squallida e sconcertante, sono stati ascoltati dai carabinieri per gli adempimenti del caso.

Anna Castiello tenta di ridimensionare l’episodio: “Non voglio commentarlo – spiega il presidente dell’Assise -. Il papà di Nunzio è fatto così. Ha capito che ha sbagliato”. Ovviamente non vogliono che il caso esca fuori ed alimenti un’altra polemica inquietante. Ma le parole del papà di Nunzio Cennamo rimbombano nella mente di tutti: “Siete camorristi”. A cosa si riferiva? A chi si riferiva? E poi cosa c’entra lui con il capannone del fratello sequestrato per abusi edilizi dai carabinieri nella zona industriale? Cosa c'entra il Municipio? Cosa eventualmente ha promesso l'amministrazione che non ha mantenuto? Domande senza risposta. Restano i fatti. Imbarazzanti ed inquietanti. Nella coalizione di governo nessuno vuole commentare l'accaduto. ovviamente, nessuno lo dimentichi. A Crispano vince sempre l'omertà.
Da napolimetropoli.it

Il vate Nunzio non si smentisce .

L'assessore Cennamo giustifica la figuraccia: "Sono un cretino"

Crispano. S'inventano le dimissioni "ideali". Non ha avuto il coraggio di presentarsi al protocollo

CRISPANO – Non c’è limite alla decenza. L’atteggiamento almeno incoerente dell’assessore Nunzio Cennamo di “Libera democrazia” diventa un paradosso ascoltando come si è difeso dopo essere stato smascherato. Insomma, ha preso tutti per il culo. Cennamo, infatti, annunciò, il giorno dopo il sequestro del cantiere nella zona Pip allo zio Biagio per abusi edilizi, le dimissioni dall’esecutivo. Lanciò dichiarazioni al vetriolo contro i colleghi di giunta ed il sindaco Carlo Esposito. Mettendo in luce alcuni intrecci e situazioni equivoche e affaristiche che la critica e l’opposizione denuncia da tempo. Convocò i gironalisti nella scuol dello zio Tommaso. Sempre a Crispano. Davanti a testimoni. Lui e lo zio confermarono al decisone: “venerdì mattina si dimette dall’esecutivo”. E puntuale, quel venerdì, arrivò la conferma dei diretti interessati: Nunzio e lo zio Tommaso. Con una lettera l’assessore annunciò pure le dimissioni, dopo il bilancio, anche dal Consiglio. L’ennesima telefonata ai giornalisti: “Mi sono dimesso dall’esecutivo. E me ne andrò dopo il bilancio pure dal Consiglio. Scelte irrevocabili, frutto di un travaglio personale”.

Com’è andata lo sanno tutti. Una sceneggiata napoletana. Anzi, “sceneggiata crispanese”. Nunzio Cennamo non si dimette, va in giunta, approva tutte le delibere all’ordine del giorno e fa finta che non sia successo nulla. Tutti, maggioranza e opposizione, restano a bocca aperta. Raccontano la storia col sorriso sulle labbra, ognuno aggiungendo dei dettagli ironici. Lo stanno ridicolizzando. In realtà, si è ridicolizzato da solo. E la spiegazione che fornisce è ancora più drammatica. Le sue parole non hanno bisogno di commenti.

Assessore Cennamo, ma non ci ha chiamati lei per confermare le dimissioni dalla giunta?

“Si. Infatti mi sono dimesso”.

Assessore, non mi mandi al manicomio. Sono chiusi da tempo. Lei si è dimesso dalla giunta?

“Si, quante volte glielo devo dire?”.

E le delibere votate l’altro giorno


durante la riunione dell’esecutivo? C’è pure il suo nome. E’ una giunta illegale?

“No, assolutamente. Ho partecipato e votato”.

Allora non si è dimesso?

“Si, mi sono dimesso come annunciato”.

E com’è possibile partecipare alla giunta da dimissionario e votare pure le delibere? Mi sfugge qualcosa…

“Io mi sono dimesso, ma solo idealmente. Approvo il bilancio e se non cambiano determinate cose mi dimetto dal Consiglio. Ed è chiaro che se mi dimetto dal Consiglio, vado via pure dalla giunta”.

Quindi non si è dimesso dalla giunta come ha dichiarato. Ho ragione?

“Non vuole capire. Sono dimissioni ideali. Per me la giunta non serve a nulla. Quello che conta è il Consiglio. E se non si cambia me ne vado dal Consiglio”.

Eventualmente se ne andrà dal Consiglio e pure dalla giunta. Ma oggi siede in Consiglio e in giunta. Quindi non si è dimesso…

“Ma si ricorda? Anche mio zio Tommaso disse: . E me ne sono andato”.

Se ne andrà?

“Lei gioca sui verbi. Io, idealmente, mi sono dimesso dall’esecutivo già adesso. In giunta ci vado ed approvo tutto. Tanto la giunta a cosa serve? In Consiglio approvo il bilancio e se non c’è un cambiamento sostanziale me ne vado”.

Ma sa che dopo che ha preso in giro tutti, ha fatto una bella figuraccia?

“Lo so. E che posso dire. Sono un cretino. Ma non me ne vado dalla giunta se non mi dimetto dal Consiglio. Voglio riflettere. Secondo me pure zio Tommaso è d’accordo su questo”.

Ma è consapevole che si sta dando del cretino da solo?

“Si ho fatto una figuraccia perché nessuno capisce la politica”.

Infatti, la politica è proprio roba per cretini. Se non lo sei, non la puoi capire. Parola di assessore. Un assessore che si è dimesso dalla giunta “idealmente”. Virtualmente. Certe cose si vedono solo da queste parti.
Da napolimetropoli.it

lunedì 20 giugno 2011

NUN 'E VULIMME E FURASTIER SOTTO O GIGLIO !!!!!!

Sono parecchi decenni , oramai , dal lontano 1976 , che i giovani e meno giovani di Crispano hanno iniziato a formare una " paranza" per alzare il giglio durante la tradizionale festa in onore della Madonna del Buon Consiglio . Alcuni personaggi , alla ricerca di un poco di importanza per qualche giorno , si ostinano a ingaggiare paranze furastier sperperando soldi della collettività crispanese senza che la stessa ne abbia un ritorno in termini di cultura e tradizione . Non va bene così ! Visto che da noi si sta affermando la consuetudine che sono i giovani del paese a organizzarsi in paranza per alzare il giglio , questi , sono da invogliare e aiutare in tutti i modi possibili , non solo economicamente , facendo sentire intorno a loro il consenso e l'affetto di tutto il paese . In questo modo si rafforza lo spirito di appartenenza alla nostra comunità all'interno della quale , con il contributo di tutti , si valorizzeranno , sempre più , cultura , tradizione e tolleranza . E stato uno spettacolo vedere i giovani , specialmente quelli della omonima " paranza " , molti dei quali appena adolescenti , che , dopo ore , al limite delle loro forze , ritti sotto le " varre o i varretielli " , mascherare dolore e stanchezza con un sorriso . Il sudore che sgorgava copioso dai loro visi , il rossore e le lividure che piagavano le spalle , in modo inesorabile , il dolore che quasi non si avvertiva più , ma fieri di essere là in quel momento , disposti a dare tutto per fare " bella figura " insieme alla loro paranza . Questo spettacolo ripagava e giustificava ampiamente le pur ovvie strusciature , per terra del giglio , le imprecisioni nelle alzate o nelle calate a terra , qualche ondeggiamento di troppo , perché si leggeva nei loro occhi la fierezza , il senso di appartenenza a una comunità , l'orgoglio di esserci e di contribuire a continuare e rafforzare le nostre tradizioni . Meritano rispetto e considerazione questi ragazzi che non hanno temuto di confrontarsi con le tanto millantate e forti esperienze dei tanti partecipanti , non sempre dimostrate . Auguri e un in bocca al lupo per il futuro , cari ragazzi . Bravi , bravi , bravi !!!!!!!!!!

venerdì 17 giugno 2011

UN COLPO AL CUORE : DEVASTANTE !

16 GIUGNO 2000 , VENERDI' . Primo pomeriggio , ore 16,00 , mi avvio all'autoscuola . Crispano è addobbato a festa : domenica è la festa del GIGLIO e tutti sono già eccitati al solo pensiero . Balconi e strade intere addobbati con i colori della paranza locare , si completa il montaggio delle luminarie e il GIGLIO troneggia nella piazza in tutta la sua maestosità e imponenza , orgoglio dei crispanesi : non ci si può definire tali se , nella vita , non si è appoggiato la spalla sotto una " varra " , almeno una volta nella vita . Mi sento strano , con un peso sullo stomaco , penso , dovuto alla cattiva digestione . Mi siedo dietro la scrivania della direzione , accendo l'ennesima sigaretta dopo l'ennesimo caffè . All'improvviso un dolore devastante alla bocca dello stomaco , come un pugno sferrato con tutta la forza in quel punto ! Il dolore , fortissimo , toglie il respiro : mi sento quasi di svenire . Faccio appello a tutto me stesso per cercare di restare lucido . Ricordo le piacevoli letture e il tentativo di pratiche yoga , evito di essere assalito dal panico e , puntando sul fatto che la volontà , la mente può controllare tutto , cerco di rallentare al massimo le mie funzioni vitali , il respiro diventa impercettibile , sudo copiosamente e avverto il gelo di questo sudore su tutto il corpo . Dopo aver superato la fase acuta , mi alzo e provo a camminare per sciogliere la tensione . Rosaria , la collaboratrice , mi guarda spaventata , chiede come sto e dice che ho un colore cereo , da fare impressione . Rispondo che sto meglio e addebito il malore a una cattiva digestione . Né lei , né io stesso sono tanto convinto . Poi seguo il consiglio di andare dal medico e dopo in ospedale con il risultato di essere ricoverato in serata alla clinica San Michele di Maddaloni dove il giovedì successivo mi saranno praticati 6 by pass coronarici .

mercoledì 18 maggio 2011

Testo scaricato da facebbok : da leggere , molto interessante . Ci siamo ficcati in una forma di dittatura .

Vivo a Milano 2, in un quartiere costruito dal Presidente del Consiglio. Lavoro a Milano in un’azienda di cui è principale azionista il Presidente del Consiglio. Anche l'assicurazione dell'auto con cui mi reco a lavoro è del Presidente del Consiglio, come del Presidente del Consiglio è l'assicurazione che gestisce la mia previdenza integrativa. Mi fermo tutte le mattine a comprare il giornale di cui è proprietario il Presidente del Consiglio. Quando devo andare in banca, vado in quella del Presidente del Consiglio. Al pomeriggio, quando esco dal lavoro, vado a far la spesa in un ipermercato del Presidente del Consiglio, dove compro prodotti realizzati da aziende partecipate dal Presidente del Consiglio. Alla sera, se decido di andare al cinema, vado in una sala del circuito di proprietà del Presidente del Consiglio, e guardo un film prodotto e distribuito da una società del Presidente del Consiglio: questi film godono anche di finanziamenti pubblici elargiti dal governo presieduto dal Presidente del Consiglio. Se invece la sera rimango a casa, spesso guardo la TV del Presidente del Consiglio, con decoder prodotto da società del Presidente del Consiglio, dove i film realizzati da società del Presidente del Consiglio sono continuamente interrotti da spot realizzati dall'agenzia pubblicitaria del Presidente del Consiglio. Seguo molto il calcio, e faccio il tifo per la squadra di cui il Presidente del Consiglio è proprietario. Quando non guardo la TV del Presidente del Consiglio guardo la RAI, i cui dirigenti sono stati nominati dai parlamentari che il Presidente del Consiglio ha fatto eleggere. Quando mi stufo navigo un po’ in internet, con provider del Presidente del Consiglio. Se però non ho proprio voglia di TV o di navigare in internet leggo un libro, la cui casa editrice è di proprietà del Presidente del Consiglio. Naturalmente, come in tutti i paesi democratici e liberali, anche in Italianistan è il Presidente del Consiglio che predispone le leggi che vengono approvate da un Parlamento dove molti dei deputati della maggioranza sono dipendenti ed avvocati del Presidente del Consiglio, che governa nel mio esclusivo interesse, per fortuna! PS.: Tutte le persone che ricevono la presente comunicazione hanno l'obbligo civile e morale di trasmetterla ad almeno altre cinque persone: non sia mai che qualcuno lo votasse di nuovo... Gaetano Amato (cit.) P.S. Aggiungo il nome dell'autore per tagliare la testa al toro, visto che sono stato contattato dallo stesso (Gaetano Amato ndr) in cui mi comunicava che tale testo è stato scritto di suo pugno e registrato alla SIAE 8 anni fa.
Di: Mauro 'Puccy' Puccinelli

giovedì 5 maggio 2011

Franco Arbolino dovrà risarcire il Municipio di Crispano .

Si mette anche la Corte conti: Franco Arbolino dovrà risarcire il Municipio
Crispano. Insieme al dirigente condannata anche l'ex segretaria per un appalto
di Pasquale Girone
CRISPANO - Franco Arbolino, dirigente dell’Ente locale, esponente di spicco del Partito democratico ed uomo di fiducia del sindaco Carlo Esposito, e l’ex segretaria generale del Comune, sono stati condannati dalla Procura contabile della Campania. Dovranno risarcire il Municipio della somma di 11mila euro, mentre per Arbolino c’è un aggravio di altre 4mila euro.
A queste somme vanno aggiunte le spese di giustizia. L’argomento riguarda l’affidamento dell’appalto della refezione scolastica ad una ditta controindicata ai fini antimafia. “Ha falsamente attestato – scrivono i giudici nella sentenze numero 476 –, ai fini dell’affidamento alla ditta Ristorm srl dell’appalto relativo al servizio di mensa scolastica presso il Comune di Crispano, e quindi per procurare alla stessa ditta un ingiusto vantaggio patrimoniale, che era stata chiesta ed ottenuta la preventiva informazione prefettizia in ordine alla sussistenza di procedimenti e provvedimenti per l’applicazione di misure antimafia, sebbene in realtà il Comune di Crispano non avesse acquisito dal prefetto le informazioni in merito alla sussistenza di tentativi di infiltrazione mafiosa tendenti a condizionare le scelte e gli indirizzi della società Ristorm”. In sostanza, Arbolino, durante lo svolgimento di un appalto, ha mentito, attestando di aver chiesto ed ottenuto dalla Prefettura di Napoli il certificato antimafia dell’unica ditta partecipante alla gara. In realtà, ha dichiarato di averlo fatto ma non lo ha mai chiesto né ottenuto. Questa è la ricostruzione dei giudici fatta sia in sede penale che contabile.
Sul prossimo numero di "Mosaico", in distribuzione gratuita sabato prossimo nei paese dell'area a nord di Napoli, approfondimenti ed ulteriori dettagli su una vicenda spinosa. Sotto i riflettori anche alcuni intrecci societari che spiegherebbero, secondo i giudici, l'atteggiamento del Comune. Il quale, anche in questo caso, non ha garantito l'interesse collettivo. Ecco perché Franco Arbolino e l'ex segretaria comunale sono stati condannati a risarcire l'Ente locale.
da Napolimetropoli.it