sabato 1 ottobre 2011

Malattia mortale Italiana .

La malattia mortale: riflessioni di un 18enne
Venerdì, 30 settembre 2011 - 11:03:47

Egregio direttore,
essendo da diversi mesi che leggo il suo quotidiano online, ho deciso di scriverle questa lettera. Sono un ragazzo marchigiano di diciotto anni che tra pochi giorni comincerà il suo cammino universitario presso la facoltà di economia e commercio di Ancona, e con questa volevo farle sentire tutta la mia grande perplessità e indignazione rispetto a quella che considero la malattia mortale dell'Italia: il non voler andare avanti, mantenere lo status quo.

Come sa, i giorni futuri si prospettano sempre più neri per il futuro dell'Italia: poco più di una settimana fa l'(ennesimo) scandalo sessuale con la pubblicazione di montagne di intercettazioni investe il Presidente del Consiglio, poi l'(ulteriore) ondata al ribasso di Piazza Affari e delle altre borse europee, l'altro giorno il declassamento dell'affidabilità del debito italiano da parte dell'agenzia di valutazione americana S&P's. Se quest'ultima sia stata una manovra politica, come sostiene il Governo, o meno non sta al sottoscritto dirlo; ciò che è importante è il motivo che è alla base di questo abbassamento: d'accordo, abbiamo un governo che manca degli attributi necessari per superare audacemente questa crisi, come d'altronde tutta l'Europa occidentale, abbiamo un tessuto industriale che fatica a ripartire, a causa di un mancato rilancio della domanda interna, abbiamo tutte le inefficienze per cui l'Italia è ormai tristemente famosa, ma questi sono solo i sintomi della malattia italica e non la sua tremenda causa.

Questa invece va ricercata nel profondo dell'Italia, nel cuore degli italiani: come dai recessi più oscuri del vaso di Pandora uscirono tutti i mali del mondo, se guardiamo da vicino l'opinione di tutti gli abitanti della Penisola ci accorgeremo di una cosa, che sono quasi tutti infetti dal terribile virus del conservatorismo ad oltranza.

Indisposizione a seguire nuove vie; tradizionalismo e nepotismo; imposizione di veti sull'abolizione dei privilegi del passato; rifiuto di manovre "correttive" o di modifica delle norme lavorative o del codice del lavoro (ancorato a quello di QUARANTA anni fa); intoccabilità dei soliti noti e delle loro caste; onnipresenza e semi-onnipotenza del sistema giuridico e di quello sindacale. Questi sono solo alcuni esempi: per essere più generici, non siamo disposti a dare nulla per ottenere un futuro migliore: hic manebimus optime, dicevano i romani e sussurrano le sigle sindacali e la Confindustria: non cambiamo niente, riformiamo la struttura senza toccare i suoi pilastri fondamentali. Con una mentalità del genere dov'è il futuro? Nella vanagloria del passato?

Prendiamo ad esempio gli ordini professionali: perchè un neolaureato in giurisprudenza deve essere costretto a sottomettersi a quella mastodontica organizzazione nepotista che è l'ordine degli avvocati per fare il lavoro che vuole? Per non parlare di quello dei notai, che è una casta degna della migliore aristocrazia medievale. Ho nominato queste, perchè sono gli esempi più lampanti, ma lo Stato ne riconosce più di altri 20! Se non fosse per la costante difesa dei loro interessi di "classe", avremmo superato da tempo quest'arcaica struttura di gilde, che proprio come le loro controparti duecentesche decidono chi può fare cosa, quanto va pagato e come vada fatto. Scherziamo? Se l'Italia è, come dice la Costituzione, una repubblica fondata sul lavoro, perchè le persone vengono impedite dallo svolgere la loro attività quando, dove e come pare loro?

Guardiamo anche al nostro panorama politico: nelle due Camere i maggiori partiti sono il Popolo delle Libertà, conservatore, e il Partito Democratico, anch'esso ormai diventato conservatore; gli altri sono ulteriori forze conservatrici, come l'Italia dei Valori o FLI o la Lega stessa. Dov'è finita l'anima socialista della "sinistra"? Quello spirito battagliero dei ragazzi del '68 e quella via tutta italiana al socialismo inaugurata da Berlinguer? Negli ultimi governi Prodi sono state più le politiche "di destra" adottate, una su tutte l'imposizione della moneta unica, che quelle "di sinistra". E dov'è quel sentimento liberale o nazionalista che definisce la "destra"? Nella storia della Seconda Repubblica sono state di più le aggiunte al bilancio sociale da parte dei governi Berlusconi che quelle delle controparti di sinistra. Con un Parlamento con le idee così confuse, con una classe politica simbolo del conservatorismo di chi la elegge, dove possiamo andare?

Si tenta di riformare le pensioni per alleggerire il bilancio statale e per adattarle alle rinnovate aspettative d'età? Guai! Ci manca poco che scoppi una mezza guerra civile come stava per accadere in Francia pochi anni or sono, quando la destra di Sarkozy andava in questa direzione. Si prova a riformare il mondo della giustizia in modo che non continui a far politica, anche grazie al suo partito in parlamento? Vengono assaltate le file dei ministri del partito di governo con indagini su indagini, con fango su fango, finchè questo si ritrova senza la forza di sostenere la grave situazione economica mondiale e di difendere il Paese dai rischi sociali.

E' questa la Malattia Mortale dell'Italia, per utilizzare il titolo di un libro del filosofo danese Kierkegaard; chi prova a cambiare qualcosa viene preso per i fondelli e bloccato dall'alto o dal basso. Gli imprenditori, in particolare quelli della piccola industria con meno di 15 impiegati, sono sempre più irrequieti: all'ultima assemblea di Confindustria oltre il 45% di loro non era contrario ad una patrimoniale, e ora più che mai sono in molti ad appoggiare l'idea dell'Amministratore Delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, di una manovra di portata colossale che possa veramente cambiare le regole del gioco: 400 miliardi non sono pochi, anzi, sono quasi un quinto del totale debito pubblico italiano odierno. Ormai ciò che resta dell'anima viva dell'Italia, di quel ceto imprenditoriale che ha permesso la nascita dei distretti industriali è giunto allo stremo. Signor direttore, quanto ancora verrà munta questa forte, grassa e, nonostante tutto, resistente vacca prima che schiatti?

Ma non si possono solamente fare tagli alla spesa o alzare le tasse: l'ingrediente fondamentale che manca a queste "manovre" è una spinta alla produttività, un decollo della domanda interna, un qualcosa che possa ridare carburante alla macchina Italia, che consuma sempre più e rende sempre meno. Mancano tutte quelle opere atte al rilancio dell'economia del Bel Paese: anzi, per la precisione, ci sono tutte quelle che servono a deprimerla, una su tutte l'aumento dell'Iva al 21%. Basta guardare la locomotiva tedesca, per comprendere! Però, sapete com'è, Hic Manebimus Optime, guai a chi cambia qualcosa! Dobbiamo denunciare ed estirpare questa mortale pianta che soffoca le fronde di quercia e d'alloro dell'Italia, perchè chi non è disposto a rischiare non è degno di un futuro migliore: questo ci insegna la storia e la vita di tutti i giorni. E dubito che per noi, popolo di conservatori, questa sacrosanta verità cambierà.

Marco Porfiri
Da affaritaliani.it

lunedì 15 agosto 2011

Paolo Barnard : il vero potere mondiale ci vuole schiavi .

Chi decide il nostro futuro? Quegli «ometti in doppiopetto blu» che in teoria possiamo promuovere o bocciare col voto? No, purtroppo: quelle sono solo «le marionette del vero potere», che risiede lontano, protetto da palazzi inaccessibili, da cui dirama ordini attraverso il più micidiale degli strumenti: la finanza. Il mondo ci sta franando addosso? Non è un caso: era tutto perfettamente previsto. Anzi: organizzato. Da chi è al lavoro da decenni per compiere “il più grande crimine”: lo smantellamento della democrazia, la fine della sovranità, la privatizzazione degli Stati, l’eutanasia della politica. Una piovra elusiva, senza volto, ma pressoché onnipotente e dalle mille sigle: Bilderberg, Wto, Unione Europea e Bce, Fmi, con tanto di lobby e think-tanks, banche centrali, mafie.

E’ il potere vero, quello che può stabilire la rovina di intere nazioni per specularci sopra e realizzare guadagni favolosi, al di sopra degli Stati e della politica. La tesi, attorno a cui lavorano diversi “eretici” italiani, è stata messa a fuoco e divulgata in modo organico e con vastissima documentazione da Paolo Barnard, pioniere della tv-verità prima con Santoro ai tempi di “Samarcanda” e poi con “Report”, fino alla rottura polemica con Milena Gabanelli per la mancata assistenza legale Rai di fronte al mare di querele rimediate in tante inchieste scottanti. Scomparso anche dal web, dove non è più visibile il sito “paolobarnard.info” che raccoglieva un’infinita quantità di scritti, dossier e reportage, il Barnard-pensiero è rintracciabile direttamente su YouTube, dove il giornalista riassume quello che definisce “il più grande crimine” (dal titolo dell’ultimo saggio), oppure su blog come “Disinformazione” che solo due anni fa proponeva il ritratto del “vero potere” secondo Barnard.

Una “profezia”, quella del giornalista italiano, che fa venire i brividi, vista la crisi globale sempre più esplosiva e le immancabili “ricette anti-crisi”, puntualmente annunciate con anni di anticipo dal reporter più scomodo d’Italia: misure così dure e impopolari da decretare la fine di decenni di conquiste democratiche. La sua tesi: le antiche oligarchie terriere, messe in crisi dalle lotte sindacali e democratiche del ‘900, si sono “riprese il mondo” attraverso l’alta finanza, riducendo all’impotenza gli Stati grazie al “ricatto” del debito pubblico, prima fittizio, ma poi divenuto sciaguratamente “privato” con il suo silenzioso trasferimento alle centrali finanziarie mondiali. Operazione coronata dall’introduzione dell’Euro – moneta che non appartiene a nessuno Stato, neppure a Bruxelles – e dal Trattato di Lisbona, vero e proprio «colpo di Stato europeo» che sottrae agli Stati membri ogni residua sovranità: tutte le leggi principali dovranno essere conformi ai diktat di un’élite mondiale, che è in grado di condizionare qualsiasi governo con la leva finanziaria.

Una “spectre” da fantascienza? No, tutt’altro: Paolo Barnard fa nomi e cognomi. Premessa: «Il Potere è stato eccezionalmente abile in molti aspetti, uno di questi è stato il suo mascheramento: il Potere doveva rimanere nell’ombra, perché alla luce del sole avrebbe avuto noie infinite da parte dei cittadini più attenti delle moderne democrazie». Ci hanno messo davanti politici e governi, in modo che il “vero potere” potesse agire «sostanzialmente indisturbato». Non che la Casta sia innocente, naturalmente: le «marionette» che calcano «il cortiletto della politica» hanno «relative torte da spartire», a patto però che «eseguano poi gli ordini ricevuti». Da chi? Da un «colossale e onnicomprensivo ingranaggio invisibile», che secondo l’ex presidente brasiliano Lula «manovra il sistema da lontano: spesso cancella decisioni democratiche, prosciuga la sovranità degli Stati e si impone ai governi eletti».

Secondo Barnard, oggi il vero potere «sta nell’aria», ha avvolto il mondo e dice questo: «Pochi prescelti devono ricevere il potere dai molti. I molti devono stare ai margini e attendere fiduciosi che il bene gli coli addosso dall’alto dei prescelti. I governi si levino di torno e lascino che ciò accada». E’ la vecchia teoria dei “Trickle Down Economics” di Ronald Reagan e Margaret Thatcher, cioè il neo-liberismo, la scuola di Chicago, il purismo del “libero mercato”. «Questa idea economica comanda ogni atto del Potere, e di conseguenza la vostra vita, che significa che davvero sta sempre alla base delle azioni dei governi e dei legislatori, degli amministratori e dei datori di lavoro. Quindi essa comanda te, i luoghi in cui vivi, il tuo impiego, la tua salute, le tue finanze, proprio il tuo quotidiano ordinario, non cose astruse e lontane dal tuo vivere. La sua forza sta nel fatto di essere presente da 35 anni in ogni luogo del Potere esattamente come l’aria che esso respira nelle stanze dove esiste».
Tratto da www.libreidee.org .

venerdì 29 luglio 2011

Mano destra e mano sinistra : non si possono ignorare !

Rimembro in modo sommario e impreciso una vecchia parabola : la mano destra non può non sapere quello che fa la sinistra . A tale proposito ci sono alcuni individui che fanno l'incontrario : si sdoppiano nella vita e nelle azioni . Sono sinistra quando si tratta di giudicare e pontificare sull'operato degli altri , quando si tratta di proporre , valutare e indicare soluzioni che valgono solo per il popolo , non per loro . Sono destra quando si tratta di fare i fatti propri con grande vantaggio e lucro . In questo consapevolmente ignorando la destra , quello che fa la sinistra .
Nel lavoro , per esempio , sono presenti su tutti i cantieri , normali o abusivi , più abusivi che normali , per prestare la loro opera , come in una sorta di monopolio . Appena smessi gli abiti di lavoro , destra , indossano la sinistra e salgono sui palchi a proporre città ideali , sociale , lavoro , onestà , correttezza , rispetto delle regole e quant'altro per abbindolare i soliti idioti che li ascoltano , il popolo , che forse sperano di poterli emulare nel loro operato , tanto le parole se le porta il vento , il denaro invece , da dovunque esso provenga , non ha olezzo .
Smessi i panni del politico politicante sono subito pronti a vendere titoli (non cultura) , opere artigianali , progetti e mano d'opera a chiunque la chieda , legale o non . Tanto in Italia si sistema tutto , si sana tutto , prima o poi . Intanto gli anticapitalisti accumulano capitali , comprano di tutto , in ogni zona . Loro possono , le regole valgono per gli altri , loro mettono in pratica il detto del prete : fate quello che dico , non fate quello che faccio . Essi sono i predestinati , sono gli unti del signore , sono gli inviati in questa valle di lacrime per portare sollievo e soluzioni per 'o popolo ( parola con 4 zero ) . Intanto ingrassano sulla pelle del popolo che hanno sempre ritenuto inferiore , da sfruttare , da usare , da spremere fino allo sfinimento . Il popolo è ignorante , inferiore , da guidare , da indirizzare nelle scelte . E loro , ben volentieri , dall'alto del loro potere e dei loro vantaggi , si degnano di farlo , concedendosi malvolentieri a questo popolo brutto , sporco e ignorante .

domenica 26 giugno 2011

Con tale padre come ci si può meravigliare del vate .

"Siete tutti camorristi". Il papà dell'assessore aggredisce il presidente dell'Assise

Crispano. Al fratello i carabinieri hanno sequestrato un lotto nella zona Pip

di Pasquale Girone

CRISPANO – Un altro episodio inquietante. Un altro episodio che mette in luce la pessima qualità della classe dirigente che attornia Carlo Esposito. E’ successo al Municipio. Il papà dell’assessore Nunzio Cennamo, quello delle “dimissioni ideali”, sale le scale del Comune in fretta e furia. Arriva al secondo piano ed incontra il presidente del civico consesso Anna Castiello. Un avvocato, figura storica ed autorevole della politica locale. Il papà di Nunzio comincia a sbraitare. Al centro della sua “arringa” il cantiere sequestrato al fratello Biagio nella zona industriale per abusi edilizi. L’operazione è stata condotta dai carabinieri di Crispano, coordinati dal luogotenente Vincenzo Capoluongo. Ma chissà perché il papà dell’assessore se la prende con il sindaco, con l’amministrazione e col Comune. Non si riesce a capire perché inizia, come detto, ad inveire con parole al vetriolo: “Siete tutti camorristi qua sopra”. Poi accusa la Castiello. “Ti sei arricchita con gli incarichi legali”. Il presidente del civico consesso tenta di riportare la calma, di non cedere alla provocazioni, ma il papà dell’assessore passa alle vie di


fatto. Tenta di picchiarla. Non ci riesce solo grazie all’immediato intervento di due dipendenti comunali.

L’episodio è stato immediatamente rilevato dalle forze dell'ordine e, da indiscrezioni trapelate, non confermate dagli ambienti investigativi, i protagonisti di questa ennesima vicenda, squallida e sconcertante, sono stati ascoltati dai carabinieri per gli adempimenti del caso.

Anna Castiello tenta di ridimensionare l’episodio: “Non voglio commentarlo – spiega il presidente dell’Assise -. Il papà di Nunzio è fatto così. Ha capito che ha sbagliato”. Ovviamente non vogliono che il caso esca fuori ed alimenti un’altra polemica inquietante. Ma le parole del papà di Nunzio Cennamo rimbombano nella mente di tutti: “Siete camorristi”. A cosa si riferiva? A chi si riferiva? E poi cosa c’entra lui con il capannone del fratello sequestrato per abusi edilizi dai carabinieri nella zona industriale? Cosa c'entra il Municipio? Cosa eventualmente ha promesso l'amministrazione che non ha mantenuto? Domande senza risposta. Restano i fatti. Imbarazzanti ed inquietanti. Nella coalizione di governo nessuno vuole commentare l'accaduto. ovviamente, nessuno lo dimentichi. A Crispano vince sempre l'omertà.
Da napolimetropoli.it

Il vate Nunzio non si smentisce .

L'assessore Cennamo giustifica la figuraccia: "Sono un cretino"

Crispano. S'inventano le dimissioni "ideali". Non ha avuto il coraggio di presentarsi al protocollo

CRISPANO – Non c’è limite alla decenza. L’atteggiamento almeno incoerente dell’assessore Nunzio Cennamo di “Libera democrazia” diventa un paradosso ascoltando come si è difeso dopo essere stato smascherato. Insomma, ha preso tutti per il culo. Cennamo, infatti, annunciò, il giorno dopo il sequestro del cantiere nella zona Pip allo zio Biagio per abusi edilizi, le dimissioni dall’esecutivo. Lanciò dichiarazioni al vetriolo contro i colleghi di giunta ed il sindaco Carlo Esposito. Mettendo in luce alcuni intrecci e situazioni equivoche e affaristiche che la critica e l’opposizione denuncia da tempo. Convocò i gironalisti nella scuol dello zio Tommaso. Sempre a Crispano. Davanti a testimoni. Lui e lo zio confermarono al decisone: “venerdì mattina si dimette dall’esecutivo”. E puntuale, quel venerdì, arrivò la conferma dei diretti interessati: Nunzio e lo zio Tommaso. Con una lettera l’assessore annunciò pure le dimissioni, dopo il bilancio, anche dal Consiglio. L’ennesima telefonata ai giornalisti: “Mi sono dimesso dall’esecutivo. E me ne andrò dopo il bilancio pure dal Consiglio. Scelte irrevocabili, frutto di un travaglio personale”.

Com’è andata lo sanno tutti. Una sceneggiata napoletana. Anzi, “sceneggiata crispanese”. Nunzio Cennamo non si dimette, va in giunta, approva tutte le delibere all’ordine del giorno e fa finta che non sia successo nulla. Tutti, maggioranza e opposizione, restano a bocca aperta. Raccontano la storia col sorriso sulle labbra, ognuno aggiungendo dei dettagli ironici. Lo stanno ridicolizzando. In realtà, si è ridicolizzato da solo. E la spiegazione che fornisce è ancora più drammatica. Le sue parole non hanno bisogno di commenti.

Assessore Cennamo, ma non ci ha chiamati lei per confermare le dimissioni dalla giunta?

“Si. Infatti mi sono dimesso”.

Assessore, non mi mandi al manicomio. Sono chiusi da tempo. Lei si è dimesso dalla giunta?

“Si, quante volte glielo devo dire?”.

E le delibere votate l’altro giorno


durante la riunione dell’esecutivo? C’è pure il suo nome. E’ una giunta illegale?

“No, assolutamente. Ho partecipato e votato”.

Allora non si è dimesso?

“Si, mi sono dimesso come annunciato”.

E com’è possibile partecipare alla giunta da dimissionario e votare pure le delibere? Mi sfugge qualcosa…

“Io mi sono dimesso, ma solo idealmente. Approvo il bilancio e se non cambiano determinate cose mi dimetto dal Consiglio. Ed è chiaro che se mi dimetto dal Consiglio, vado via pure dalla giunta”.

Quindi non si è dimesso dalla giunta come ha dichiarato. Ho ragione?

“Non vuole capire. Sono dimissioni ideali. Per me la giunta non serve a nulla. Quello che conta è il Consiglio. E se non si cambia me ne vado dal Consiglio”.

Eventualmente se ne andrà dal Consiglio e pure dalla giunta. Ma oggi siede in Consiglio e in giunta. Quindi non si è dimesso…

“Ma si ricorda? Anche mio zio Tommaso disse: . E me ne sono andato”.

Se ne andrà?

“Lei gioca sui verbi. Io, idealmente, mi sono dimesso dall’esecutivo già adesso. In giunta ci vado ed approvo tutto. Tanto la giunta a cosa serve? In Consiglio approvo il bilancio e se non c’è un cambiamento sostanziale me ne vado”.

Ma sa che dopo che ha preso in giro tutti, ha fatto una bella figuraccia?

“Lo so. E che posso dire. Sono un cretino. Ma non me ne vado dalla giunta se non mi dimetto dal Consiglio. Voglio riflettere. Secondo me pure zio Tommaso è d’accordo su questo”.

Ma è consapevole che si sta dando del cretino da solo?

“Si ho fatto una figuraccia perché nessuno capisce la politica”.

Infatti, la politica è proprio roba per cretini. Se non lo sei, non la puoi capire. Parola di assessore. Un assessore che si è dimesso dalla giunta “idealmente”. Virtualmente. Certe cose si vedono solo da queste parti.
Da napolimetropoli.it

lunedì 20 giugno 2011

NUN 'E VULIMME E FURASTIER SOTTO O GIGLIO !!!!!!

Sono parecchi decenni , oramai , dal lontano 1976 , che i giovani e meno giovani di Crispano hanno iniziato a formare una " paranza" per alzare il giglio durante la tradizionale festa in onore della Madonna del Buon Consiglio . Alcuni personaggi , alla ricerca di un poco di importanza per qualche giorno , si ostinano a ingaggiare paranze furastier sperperando soldi della collettività crispanese senza che la stessa ne abbia un ritorno in termini di cultura e tradizione . Non va bene così ! Visto che da noi si sta affermando la consuetudine che sono i giovani del paese a organizzarsi in paranza per alzare il giglio , questi , sono da invogliare e aiutare in tutti i modi possibili , non solo economicamente , facendo sentire intorno a loro il consenso e l'affetto di tutto il paese . In questo modo si rafforza lo spirito di appartenenza alla nostra comunità all'interno della quale , con il contributo di tutti , si valorizzeranno , sempre più , cultura , tradizione e tolleranza . E stato uno spettacolo vedere i giovani , specialmente quelli della omonima " paranza " , molti dei quali appena adolescenti , che , dopo ore , al limite delle loro forze , ritti sotto le " varre o i varretielli " , mascherare dolore e stanchezza con un sorriso . Il sudore che sgorgava copioso dai loro visi , il rossore e le lividure che piagavano le spalle , in modo inesorabile , il dolore che quasi non si avvertiva più , ma fieri di essere là in quel momento , disposti a dare tutto per fare " bella figura " insieme alla loro paranza . Questo spettacolo ripagava e giustificava ampiamente le pur ovvie strusciature , per terra del giglio , le imprecisioni nelle alzate o nelle calate a terra , qualche ondeggiamento di troppo , perché si leggeva nei loro occhi la fierezza , il senso di appartenenza a una comunità , l'orgoglio di esserci e di contribuire a continuare e rafforzare le nostre tradizioni . Meritano rispetto e considerazione questi ragazzi che non hanno temuto di confrontarsi con le tanto millantate e forti esperienze dei tanti partecipanti , non sempre dimostrate . Auguri e un in bocca al lupo per il futuro , cari ragazzi . Bravi , bravi , bravi !!!!!!!!!!

venerdì 17 giugno 2011

UN COLPO AL CUORE : DEVASTANTE !

16 GIUGNO 2000 , VENERDI' . Primo pomeriggio , ore 16,00 , mi avvio all'autoscuola . Crispano è addobbato a festa : domenica è la festa del GIGLIO e tutti sono già eccitati al solo pensiero . Balconi e strade intere addobbati con i colori della paranza locare , si completa il montaggio delle luminarie e il GIGLIO troneggia nella piazza in tutta la sua maestosità e imponenza , orgoglio dei crispanesi : non ci si può definire tali se , nella vita , non si è appoggiato la spalla sotto una " varra " , almeno una volta nella vita . Mi sento strano , con un peso sullo stomaco , penso , dovuto alla cattiva digestione . Mi siedo dietro la scrivania della direzione , accendo l'ennesima sigaretta dopo l'ennesimo caffè . All'improvviso un dolore devastante alla bocca dello stomaco , come un pugno sferrato con tutta la forza in quel punto ! Il dolore , fortissimo , toglie il respiro : mi sento quasi di svenire . Faccio appello a tutto me stesso per cercare di restare lucido . Ricordo le piacevoli letture e il tentativo di pratiche yoga , evito di essere assalito dal panico e , puntando sul fatto che la volontà , la mente può controllare tutto , cerco di rallentare al massimo le mie funzioni vitali , il respiro diventa impercettibile , sudo copiosamente e avverto il gelo di questo sudore su tutto il corpo . Dopo aver superato la fase acuta , mi alzo e provo a camminare per sciogliere la tensione . Rosaria , la collaboratrice , mi guarda spaventata , chiede come sto e dice che ho un colore cereo , da fare impressione . Rispondo che sto meglio e addebito il malore a una cattiva digestione . Né lei , né io stesso sono tanto convinto . Poi seguo il consiglio di andare dal medico e dopo in ospedale con il risultato di essere ricoverato in serata alla clinica San Michele di Maddaloni dove il giovedì successivo mi saranno praticati 6 by pass coronarici .