Palude profonda e melmosa . Zattera instabile e una pagaia . Fermi si rischia di andare alla deriva e affondare nella melma viscida e profonda . Non arrendersi , dar di pagaia con forza per avvicinarsi alla terraferma stabile . Impresa quasi impossibile per la vischiosità dell'acqua putrida e melmosa , che avvolge tutto e che tenta di trascinare verso il fondo inesorabilmente , senza via di scampo . Solo la forza fisica non è sufficiente , tutto il corpo è impegnato allo spasimo , sembra sempre più impossibile , la volontà vacilla , viene meno lo spirito e aumenta la tentazione di sprofondare negli abissi a far compagnia ai tanti che prima sono sprofondati , alcuni senza un minimo di reazione , lasciandosi andare rassegnati all'infausto destino . No , non può finire così . Dall'io profondo la voglia di reagire torna prorompente , le ultime energie sono raccolte per aiutare il corpo a tenere a galla la zattera e nello stesso tempo a chiamare allo sforzo sino allo spasimo l'intelligenza : dove sei ? Devi dare il tuo contributo fondamentale per la risoluzione del problema di vita o di morte . Devi farlo , ne sei capace , hai permesso all'homo sapiens di arrivare ai giorni nostri . Io , erede di tanta evoluzione , dove l'intelligenza non difetta , non posso fallire !
Sulla riva si intravede chi " ce l'ha fatta " : uno scafessa , primus inter pares , cattiveria , malignità , opportunismo , vigliaccheria , tutto molto concentrato e accorciato in una sola persona . Il vate che annuncia , ipocrisia fatta persona che scrive libricini e programmi per dimostrare quant'è bravo a fare il contrario ricavando solo sostanziosi vantaggi personali e familiari , che della massima del prete : fate quello che dico ma non fate quello che faccio , ha fatto il suo dettame di vita , del resto gli sono stati trasmessi degli ottimi geni . L'esperto di cultura che non sa che si firma prima col nome e poi col cognome , nonostante " l'aquisizione " di tanti titoli di studi in breve tempo . Lo sfasciacarrozze abile nel vendersi ad ogni stormir di foglie , il profumato che grazie a parentele " onorate " ha raggiunto buoni risultati . Il disegnatore , anche lui grazie a interessamenti di " onor di società " ha in mano disegni e prospettive di tutta la zona , il siringaio , ignavo , sguardo assente , inerte , abulico , zombi , forse con problemi di linguaggio : non parla se non gli scrivono quello che deve dire e pure allora si impappina e deve essere aiutato . L'azzeccagarbugli , che grazie alla lingua ottima e biforcuta riesce a galleggiare anche nei mari più impetuosi trovando sempre le migliori opportunità , già con degna eredità . Lo sbirro , che riesce a far divertire riempendo le proprie tasche in modo non chiaro , ma questo è un dettaglio . Tante altre figure di secondo piante pronte a osannare il principe del momento per la poca farina che possono ricavare e a tradire un istante successivo .
Che sta succedendo , intelligenza ? Ti stai facendo conquistare dalla praticità ? Quali strade mi vuoi indicare ? Quelle percorse da molti presenti sulla terraferma : truffa , ladrocinio , vigliaccheria , ipocrisia , opportunismo , rinnegare idee e principi , malaffare , avidità , accumulare soldi senza preoccuparsi da dove vengono , tanto non hanno olezzo . Questo , velatamente , fai balenare nella mia vecchia e un poco stanca mente !
No , grazie ! Riesco ancora a resistere e lottare per arrivare sulla terra ferma grazie all'intelligenza che deve tornare a fare il suo dovere trovando rotte navigabili dove agevole sarà scivolare su onde cristalline in acque incontaminate per approdare su una terra ferma dove ad attendermi ci saranno " DONNE e UOMINI " che hanno fatto loro principio di vita valori come onestà , rettitudine , affidabilità , professionalità , coscienza pulita , disponibilità .
Non sono un esaltato , sono un uomo che aspira a vivere tra donne e uomini per bene e onesti !
domenica 25 dicembre 2011
sabato 24 dicembre 2011
La letterina di Natale che il sindaco non scriverà mai!
Cari bambini di Crispano, il sindaco, Sig. Carlo Esposito, dovrebbe scrivervi questa lettera, ma secondo noi, conoscendolo, non troverà il coraggio di farlo, quindi lo facciamo noi per lui.
Cari ragazzi quest’anno, per mancanza di soldi, non ci saranno per voi i libri di testo gratuiti, e cosi dovranno essere i vostri genitori a comprarli.
Ad onore del vero, qualche soldino nelle casse comunali c’era, appunto per far fronte alle emergenze.
Ma quest’estate quei soldi il Sindaco ha pensato di spenderli per il divertimento e ha fatto venire a Crispano il bravo comico napoletano Izzo, per il piacere di fare quattro risate. Certo che per lui la cultura conta con spettacoli e feste, per cui i soldi dei contribuenti in quelle occasioni non mancano mai, ma lui vi pensa molto, tanto è vero che invece di far costruire le scuole che promette da circa 20 anni, ha pensato di regalarvi( con i soldi dei contribuenti, tra cui i vostri genitori) un teatro, altro che studiare, altro che libri, lui sa bene che chi studia e impara non può essere manovrato e che, cosi facendo, voi che siete rimasti senza libri, avete regalato tante risate alla gente e fatto contento LUI. Non siete contenti?
E’ vero, potrebbe decidere di rinunciare per qualche mese alla sua paghetta di sindaco e far rinunciare pure gli assessori e spenderle per voi. Ma credeteci, secondo lui non è possibile. Ci sono i mutui delle loro case, le rate delle loro auto nuove, le vacanze, il bollo, le assicurazioni, le tasse ed il condono da pagare . Voi siete bambini svegli e quindi capirete che le loro necessità sono più importanti dei vostri libri per cui hanno pensato di lasciar perdere. Se il vostro papà non paga il mutuo possono pure portargli via la casa, se un bambino non ha il libro per studiare poco male, può sempre farselo prestare o comprare con altri sacrifici dei genitori. Non siete d’accordo con il Sindaco Carlo Esposito?
E’ vero il sig. Carlo Esposito potrebbe rinunciare al suo autista personale e risparmiare cosi un po’ di soldi sempre da spendere per voi. E poi dovrebbe fare la stessa cosa con altri dipendenti comunali che oltre allo stipendio prendono molti altri soldi perché hanno tanti compiti. Ma, diteci, cosa potrebbe pensare la gente nel vedere che il sindaco Carlo Esposito gira in auto senza il suo autista personale ? Sicuramente penserebbe che un sindaco che non ha l’Ambrogio personale a sua disposizione giorno e notte è "nù piscitiello e cannucce". E questo non sarebbe stata una cosa bella. Non vi pare?
Pensate, quando ha saputo che non sarebbero arrivati i soldi per i libri, era sicuro, comunque, di farcela a comprare i libri per voi. Ha anticipato pure i soldi per la Via Limitone.
Ma prima di comprare i libri ha comprato un’auto nuova per sé ed i suoi assessori, così quando lo vedete circolare per il paese direte: quanto è bello il nostro sindaco nella macchina nuova! Cosa importa che i soldi sono finiti, il sacrificio dei libri è servito a qualcosa.
Doveva incassare molti, molti soldi da coloro che avevano costruito abusivamente case ed appartamenti anche da vendere. Ebbene non ci crederete, ma in questa occasione sono andati da lui alcune persone insieme a qualche assessore e un paio di impiegati comunali a dirgli che non avevano i soldi per pagare il condono, per cui volevano la grazia per pagarlo a rate.
E diteci , voi al suo posto cosa avreste fatto? Non li avreste accontentati? Ebbene lui non ha saputo dire di no. Ed anche se adesso loro hanno avuto il condono senza ancora pagare e voi non avete avuto i libri perché non ci sono i soldi, dovreste essere contenti lo stesso, perché voi e lui avete fatto una buona azione e di questo Babbo Natale né terrà conto quando verrà nelle vostre case a portare i doni che tanto avete desiderato.” Purtroppo, i libri non li porterà, perché il Sindaco non gli ha dato i soldini.
Buon Natale bambini, non temete, il sindaco vi vuole bene e lavora sempre per voi.
Un giorno, quando non avrà altre richieste, quando non saprà come spendere i soldi, vi penserà e comprerà i libri accontentando anche voi e tutti, felici e contenti direte:
Evviva il Sindaco, ci ha comprato i libri che Babbo Natale non ci ha portato!!!!!!
Buone Feste ragazzi auguri a tutti in famiglia
Cari ragazzi quest’anno, per mancanza di soldi, non ci saranno per voi i libri di testo gratuiti, e cosi dovranno essere i vostri genitori a comprarli.
Ad onore del vero, qualche soldino nelle casse comunali c’era, appunto per far fronte alle emergenze.
Ma quest’estate quei soldi il Sindaco ha pensato di spenderli per il divertimento e ha fatto venire a Crispano il bravo comico napoletano Izzo, per il piacere di fare quattro risate. Certo che per lui la cultura conta con spettacoli e feste, per cui i soldi dei contribuenti in quelle occasioni non mancano mai, ma lui vi pensa molto, tanto è vero che invece di far costruire le scuole che promette da circa 20 anni, ha pensato di regalarvi( con i soldi dei contribuenti, tra cui i vostri genitori) un teatro, altro che studiare, altro che libri, lui sa bene che chi studia e impara non può essere manovrato e che, cosi facendo, voi che siete rimasti senza libri, avete regalato tante risate alla gente e fatto contento LUI. Non siete contenti?
E’ vero, potrebbe decidere di rinunciare per qualche mese alla sua paghetta di sindaco e far rinunciare pure gli assessori e spenderle per voi. Ma credeteci, secondo lui non è possibile. Ci sono i mutui delle loro case, le rate delle loro auto nuove, le vacanze, il bollo, le assicurazioni, le tasse ed il condono da pagare . Voi siete bambini svegli e quindi capirete che le loro necessità sono più importanti dei vostri libri per cui hanno pensato di lasciar perdere. Se il vostro papà non paga il mutuo possono pure portargli via la casa, se un bambino non ha il libro per studiare poco male, può sempre farselo prestare o comprare con altri sacrifici dei genitori. Non siete d’accordo con il Sindaco Carlo Esposito?
E’ vero il sig. Carlo Esposito potrebbe rinunciare al suo autista personale e risparmiare cosi un po’ di soldi sempre da spendere per voi. E poi dovrebbe fare la stessa cosa con altri dipendenti comunali che oltre allo stipendio prendono molti altri soldi perché hanno tanti compiti. Ma, diteci, cosa potrebbe pensare la gente nel vedere che il sindaco Carlo Esposito gira in auto senza il suo autista personale ? Sicuramente penserebbe che un sindaco che non ha l’Ambrogio personale a sua disposizione giorno e notte è "nù piscitiello e cannucce". E questo non sarebbe stata una cosa bella. Non vi pare?
Pensate, quando ha saputo che non sarebbero arrivati i soldi per i libri, era sicuro, comunque, di farcela a comprare i libri per voi. Ha anticipato pure i soldi per la Via Limitone.
Ma prima di comprare i libri ha comprato un’auto nuova per sé ed i suoi assessori, così quando lo vedete circolare per il paese direte: quanto è bello il nostro sindaco nella macchina nuova! Cosa importa che i soldi sono finiti, il sacrificio dei libri è servito a qualcosa.
Doveva incassare molti, molti soldi da coloro che avevano costruito abusivamente case ed appartamenti anche da vendere. Ebbene non ci crederete, ma in questa occasione sono andati da lui alcune persone insieme a qualche assessore e un paio di impiegati comunali a dirgli che non avevano i soldi per pagare il condono, per cui volevano la grazia per pagarlo a rate.
E diteci , voi al suo posto cosa avreste fatto? Non li avreste accontentati? Ebbene lui non ha saputo dire di no. Ed anche se adesso loro hanno avuto il condono senza ancora pagare e voi non avete avuto i libri perché non ci sono i soldi, dovreste essere contenti lo stesso, perché voi e lui avete fatto una buona azione e di questo Babbo Natale né terrà conto quando verrà nelle vostre case a portare i doni che tanto avete desiderato.” Purtroppo, i libri non li porterà, perché il Sindaco non gli ha dato i soldini.
Buon Natale bambini, non temete, il sindaco vi vuole bene e lavora sempre per voi.
Un giorno, quando non avrà altre richieste, quando non saprà come spendere i soldi, vi penserà e comprerà i libri accontentando anche voi e tutti, felici e contenti direte:
Evviva il Sindaco, ci ha comprato i libri che Babbo Natale non ci ha portato!!!!!!
Buone Feste ragazzi auguri a tutti in famiglia
sabato 10 dicembre 2011
CARABINIERI e POLIZIA o Vigilanza Privata ?
Il Sindaco di Crispano , Esposito , capo di un’amministrazione sciolta qualche anno fa per problemi di camorra , forse (????) , ha poca fiducia nelle Forze dell’ordine Istituzionali presenti sul territorio : CARABINIERI ( c’è una caserma a Crispano ) , POLIZIA DI STATO , GUARDIA DI FINANZA . Ha fatto affiggere un manifesto dove invita i Concittadini , per sentirsi maggiormente tutelati , a rivolgersi ad un Istituto di Vigilanza privato , con il quale , forse (????) , ha stipulato una convenzione . Questo comportamento può (?) ingenerare una certa confusione , specialmente tra i giovani , tra le coscienze più deboli e superficiali , tra chi non sa approfondire i vari aspetti delle questioni . Si può innescare un brutto meccanismo che fa maturare nelle figure predette una sempre maggiore sfiducia nelle forze dell’ordine Istituzionali , Carabinieri , Polizia , Guardia di Finanza , che tanto si impegnano anche sul nostro territorio per contrastare non solo la criminalità organizzata e la micro delinquenza , ma anche l’illegalità diffusa , grosso bubbone che ammorba e inquina il nostro territorio . Forse a qualcuno non piace l’impegno e la solerzia che Carabinieri e Polizia , con passione , profondono nell’adempimento dei loro doveri istituzionali !
Meditate , persone oneste e perbene di Crispano !
Meditate , persone oneste e perbene di Crispano !
sabato 5 novembre 2011
PEPPE O' PARENTE : LA DITTATURA NEL SANGUE
Il papà dell'assessore Cennamo aggredisce il direttore De Cicco e il sindaco di Cardito
Crispano. L'episodio si è consumato a Cardito in piazza Giovanni XXIII
LA REDAZIONE
CRISPANO – Un episodio vergognoso che merita di essere condannato da tutta la locale classe dirigente e dalla parte sana della comunità. Il papà dell’assessore Nunzio Cennamo ha aggredito il direttore responsabile di www.napolimetropoli.it e di Mosaico Giovanni De Cicco.
Il giornalista d’inchiesta, che da mesi conduce sul territorio una battaglia contro le illegalità e le collusioni tra politica e camorra, era in compagnia del primo cittadino di Cardito Giuseppe Barra. Sono stati prima seguiti dall’aggressore e appena si sono fermati a Cardito in piazza Giovanni XXIII, il papà di Nunzio Cennamo, è sceso dalla sua automobile e, pubblicamente, ha prima offeso e poi è passato all’azione con sputi, spintoni, tentando addirittura di colpire il direttore De Cicco con schiaffi e pugni. Minacciandolo con frasi forti, richiamando in più circostanze addirittura anche il clan dominante in zona. Con minacce di ulteriori ritorsioni da parte della criminalità organizzata. Difeso dalla folla e dal sindaco Giuseppe Barra, il quale a sua volta è stato preso di mira con offese e minacce dall’aggressore, il cronista è tornato a casa scortato da una pattuglia dei vigili urbani e dal sindaco di Cardito. Il folle gesto è stato causato da alcune inchieste giornalistiche che hanno colpito la famiglia dell’assessore Cennamo, su alcuni ripetuti abusi edilizi consumati in città.
“Un episodio vergognoso e squallido– spiega il direttore De Cicco -. Da diversi mesi subiamo minacce e intimidazioni da chi è interessato a fermare la stampa libera in territori di frontiera. Ho ricevuto la solidarietà del sindaco di Crispano, Carlo Esposito, e lo ringrazio pubblicamente perché ancora una volta si è dimostrato una persone matura e perbene con logiche distanti anni miglia dalla perversione che ormai è comune a chi in questi territori crede che essendo al potere è libero di consumare qualsiasi illegalità. Il papà dell’assessore Nunzio Cennamo, che predica bene e razzola male, non
è nuovo a simili episodi e già nei mesi scorsi si è reso protagonista di aggressioni anche ai danni di consiglieri comunali di Crispano. Nunzio Cennamo da diversi mesi continua ad offendere i giornalisti che hanno messo in luce azioni illegali commessi dalla sua famiglia a Crispano e dopo le offese verbali, a colpi di volantini e manifesti, sono passati all’azione. Ringrazio il sindaco e amico Giuseppe Barra il quale mi ha difeso beccandosi pure offese gratuite da un energumeno che continua a girare liberamente per le strade con la licenza di minacciare, aggredire e picchiare chi mette in luce situazioni illegali che riguardano la famiglia dell’assessore Nunzio Cennamo. Spero che la locale classe dirigente di Crispano sappia prendere le distanze da un modo di fare tipico delle terre di camorra. E’ assurdo che rappresentanti delle istituzioni avallino e fomentino certi atteggiamenti violenti e continuino a parlare di una rivoluzione culturale. Se è questa la loro rivoluzione culturale, sarà il paese a prendere le distanze dai violenti e da atteggiamenti squallidi, vergognosi, di chiaro stampo mafioso. Al di là di tutto, l’episodio, per quanto increscioso, non mette in discussione l’ottimo rapporto che ho con la comunità locale e la solidarietà che mi è arrivata da consiglieri comunali e singoli cittadini dimostra q che il tessuto sociale ha i giusti anticorpi per ribellarsi nei confronti di chi conosce esclusivamente l’arma del fango, delle offese, delle minacce e delle aggressioni per coprire situazioni palesi di illegalità. Ringrazio tutti per la solidarietà e prometto che non faremo un passo indietro. Anzi, saremo ancora più vigili e attenti in quanto non saranno gli atteggiamenti mafiosi a fermare la libertà di stampa e la lotta al malaffare”.
Il direttore De Cicco si recherà in queste ore dai carabinieri per sporgere una formale denuncia.TUTTA LA REDAZIONE esprime piena solidarietà e sostegno al direttore Giovanni De Cicco sperando che la parte sana della comunità si stringa attorno a chi lavora per contrastare in terre di frontiera illegalità e criminalità.
Da napolimetropoli.it
Crispano. L'episodio si è consumato a Cardito in piazza Giovanni XXIII
LA REDAZIONE
CRISPANO – Un episodio vergognoso che merita di essere condannato da tutta la locale classe dirigente e dalla parte sana della comunità. Il papà dell’assessore Nunzio Cennamo ha aggredito il direttore responsabile di www.napolimetropoli.it e di Mosaico Giovanni De Cicco.
Il giornalista d’inchiesta, che da mesi conduce sul territorio una battaglia contro le illegalità e le collusioni tra politica e camorra, era in compagnia del primo cittadino di Cardito Giuseppe Barra. Sono stati prima seguiti dall’aggressore e appena si sono fermati a Cardito in piazza Giovanni XXIII, il papà di Nunzio Cennamo, è sceso dalla sua automobile e, pubblicamente, ha prima offeso e poi è passato all’azione con sputi, spintoni, tentando addirittura di colpire il direttore De Cicco con schiaffi e pugni. Minacciandolo con frasi forti, richiamando in più circostanze addirittura anche il clan dominante in zona. Con minacce di ulteriori ritorsioni da parte della criminalità organizzata. Difeso dalla folla e dal sindaco Giuseppe Barra, il quale a sua volta è stato preso di mira con offese e minacce dall’aggressore, il cronista è tornato a casa scortato da una pattuglia dei vigili urbani e dal sindaco di Cardito. Il folle gesto è stato causato da alcune inchieste giornalistiche che hanno colpito la famiglia dell’assessore Cennamo, su alcuni ripetuti abusi edilizi consumati in città.
“Un episodio vergognoso e squallido– spiega il direttore De Cicco -. Da diversi mesi subiamo minacce e intimidazioni da chi è interessato a fermare la stampa libera in territori di frontiera. Ho ricevuto la solidarietà del sindaco di Crispano, Carlo Esposito, e lo ringrazio pubblicamente perché ancora una volta si è dimostrato una persone matura e perbene con logiche distanti anni miglia dalla perversione che ormai è comune a chi in questi territori crede che essendo al potere è libero di consumare qualsiasi illegalità. Il papà dell’assessore Nunzio Cennamo, che predica bene e razzola male, non
è nuovo a simili episodi e già nei mesi scorsi si è reso protagonista di aggressioni anche ai danni di consiglieri comunali di Crispano. Nunzio Cennamo da diversi mesi continua ad offendere i giornalisti che hanno messo in luce azioni illegali commessi dalla sua famiglia a Crispano e dopo le offese verbali, a colpi di volantini e manifesti, sono passati all’azione. Ringrazio il sindaco e amico Giuseppe Barra il quale mi ha difeso beccandosi pure offese gratuite da un energumeno che continua a girare liberamente per le strade con la licenza di minacciare, aggredire e picchiare chi mette in luce situazioni illegali che riguardano la famiglia dell’assessore Nunzio Cennamo. Spero che la locale classe dirigente di Crispano sappia prendere le distanze da un modo di fare tipico delle terre di camorra. E’ assurdo che rappresentanti delle istituzioni avallino e fomentino certi atteggiamenti violenti e continuino a parlare di una rivoluzione culturale. Se è questa la loro rivoluzione culturale, sarà il paese a prendere le distanze dai violenti e da atteggiamenti squallidi, vergognosi, di chiaro stampo mafioso. Al di là di tutto, l’episodio, per quanto increscioso, non mette in discussione l’ottimo rapporto che ho con la comunità locale e la solidarietà che mi è arrivata da consiglieri comunali e singoli cittadini dimostra q che il tessuto sociale ha i giusti anticorpi per ribellarsi nei confronti di chi conosce esclusivamente l’arma del fango, delle offese, delle minacce e delle aggressioni per coprire situazioni palesi di illegalità. Ringrazio tutti per la solidarietà e prometto che non faremo un passo indietro. Anzi, saremo ancora più vigili e attenti in quanto non saranno gli atteggiamenti mafiosi a fermare la libertà di stampa e la lotta al malaffare”.
Il direttore De Cicco si recherà in queste ore dai carabinieri per sporgere una formale denuncia.TUTTA LA REDAZIONE esprime piena solidarietà e sostegno al direttore Giovanni De Cicco sperando che la parte sana della comunità si stringa attorno a chi lavora per contrastare in terre di frontiera illegalità e criminalità.
Da napolimetropoli.it
ASSENTEISMO AL COMUNE DI CRISPANO .
Il Sindaco Esposito non può più stare fermo a guardare, è necessario porvi rimedio
di Biagio Mellone
Sono stati pubblicati sul sito del Comune di Crispano, i dati dei tassi di assenza e presenza, del mese di agosto, dei dipendenti comunali di sei settori amministrativi. I dati sono molto allarmanti. La percentuale di assenza medi è superiore al 60%. Sono stati presi sotto esame sei di tanti settori amministrativi del Comune di Crispano, il settore amministrativo e gestionale è quello con più assenti che addirittura supera l’82%, mentre quello più “virtuoso” se vogliamo, è quello della vigilanza comunale con un tasso di assenza poco inferiore al 50%. Sono dati allarmanti.
Queste statistiche sono state pubblicate in base all’operazione di trasparenza amministrativa che il Comune di Crispano sta effettuando, ma le cifre parlano da sole. Di certo la politica non può stare a guardare, è necessario fin da subito che il Sindaco Carlo Esposito adotti tutti gli strumenti possibili per rimediare a questa situazione, così come avvenuto nel comune di Napoli dove De Magistris ha messo a punto una task force che ha l'obiettivo di rendere più effeciente la macchina comunale. Restare inermi difronte a ciò significherebbe essere partecipi di questo spreco...
Da napolinord.it
di Biagio Mellone
Sono stati pubblicati sul sito del Comune di Crispano, i dati dei tassi di assenza e presenza, del mese di agosto, dei dipendenti comunali di sei settori amministrativi. I dati sono molto allarmanti. La percentuale di assenza medi è superiore al 60%. Sono stati presi sotto esame sei di tanti settori amministrativi del Comune di Crispano, il settore amministrativo e gestionale è quello con più assenti che addirittura supera l’82%, mentre quello più “virtuoso” se vogliamo, è quello della vigilanza comunale con un tasso di assenza poco inferiore al 50%. Sono dati allarmanti.
Queste statistiche sono state pubblicate in base all’operazione di trasparenza amministrativa che il Comune di Crispano sta effettuando, ma le cifre parlano da sole. Di certo la politica non può stare a guardare, è necessario fin da subito che il Sindaco Carlo Esposito adotti tutti gli strumenti possibili per rimediare a questa situazione, così come avvenuto nel comune di Napoli dove De Magistris ha messo a punto una task force che ha l'obiettivo di rendere più effeciente la macchina comunale. Restare inermi difronte a ciò significherebbe essere partecipi di questo spreco...
Da napolinord.it
sabato 1 ottobre 2011
Malattia mortale Italiana .
La malattia mortale: riflessioni di un 18enne
Venerdì, 30 settembre 2011 - 11:03:47
Egregio direttore,
essendo da diversi mesi che leggo il suo quotidiano online, ho deciso di scriverle questa lettera. Sono un ragazzo marchigiano di diciotto anni che tra pochi giorni comincerà il suo cammino universitario presso la facoltà di economia e commercio di Ancona, e con questa volevo farle sentire tutta la mia grande perplessità e indignazione rispetto a quella che considero la malattia mortale dell'Italia: il non voler andare avanti, mantenere lo status quo.
Come sa, i giorni futuri si prospettano sempre più neri per il futuro dell'Italia: poco più di una settimana fa l'(ennesimo) scandalo sessuale con la pubblicazione di montagne di intercettazioni investe il Presidente del Consiglio, poi l'(ulteriore) ondata al ribasso di Piazza Affari e delle altre borse europee, l'altro giorno il declassamento dell'affidabilità del debito italiano da parte dell'agenzia di valutazione americana S&P's. Se quest'ultima sia stata una manovra politica, come sostiene il Governo, o meno non sta al sottoscritto dirlo; ciò che è importante è il motivo che è alla base di questo abbassamento: d'accordo, abbiamo un governo che manca degli attributi necessari per superare audacemente questa crisi, come d'altronde tutta l'Europa occidentale, abbiamo un tessuto industriale che fatica a ripartire, a causa di un mancato rilancio della domanda interna, abbiamo tutte le inefficienze per cui l'Italia è ormai tristemente famosa, ma questi sono solo i sintomi della malattia italica e non la sua tremenda causa.
Questa invece va ricercata nel profondo dell'Italia, nel cuore degli italiani: come dai recessi più oscuri del vaso di Pandora uscirono tutti i mali del mondo, se guardiamo da vicino l'opinione di tutti gli abitanti della Penisola ci accorgeremo di una cosa, che sono quasi tutti infetti dal terribile virus del conservatorismo ad oltranza.
Indisposizione a seguire nuove vie; tradizionalismo e nepotismo; imposizione di veti sull'abolizione dei privilegi del passato; rifiuto di manovre "correttive" o di modifica delle norme lavorative o del codice del lavoro (ancorato a quello di QUARANTA anni fa); intoccabilità dei soliti noti e delle loro caste; onnipresenza e semi-onnipotenza del sistema giuridico e di quello sindacale. Questi sono solo alcuni esempi: per essere più generici, non siamo disposti a dare nulla per ottenere un futuro migliore: hic manebimus optime, dicevano i romani e sussurrano le sigle sindacali e la Confindustria: non cambiamo niente, riformiamo la struttura senza toccare i suoi pilastri fondamentali. Con una mentalità del genere dov'è il futuro? Nella vanagloria del passato?
Prendiamo ad esempio gli ordini professionali: perchè un neolaureato in giurisprudenza deve essere costretto a sottomettersi a quella mastodontica organizzazione nepotista che è l'ordine degli avvocati per fare il lavoro che vuole? Per non parlare di quello dei notai, che è una casta degna della migliore aristocrazia medievale. Ho nominato queste, perchè sono gli esempi più lampanti, ma lo Stato ne riconosce più di altri 20! Se non fosse per la costante difesa dei loro interessi di "classe", avremmo superato da tempo quest'arcaica struttura di gilde, che proprio come le loro controparti duecentesche decidono chi può fare cosa, quanto va pagato e come vada fatto. Scherziamo? Se l'Italia è, come dice la Costituzione, una repubblica fondata sul lavoro, perchè le persone vengono impedite dallo svolgere la loro attività quando, dove e come pare loro?
Guardiamo anche al nostro panorama politico: nelle due Camere i maggiori partiti sono il Popolo delle Libertà, conservatore, e il Partito Democratico, anch'esso ormai diventato conservatore; gli altri sono ulteriori forze conservatrici, come l'Italia dei Valori o FLI o la Lega stessa. Dov'è finita l'anima socialista della "sinistra"? Quello spirito battagliero dei ragazzi del '68 e quella via tutta italiana al socialismo inaugurata da Berlinguer? Negli ultimi governi Prodi sono state più le politiche "di destra" adottate, una su tutte l'imposizione della moneta unica, che quelle "di sinistra". E dov'è quel sentimento liberale o nazionalista che definisce la "destra"? Nella storia della Seconda Repubblica sono state di più le aggiunte al bilancio sociale da parte dei governi Berlusconi che quelle delle controparti di sinistra. Con un Parlamento con le idee così confuse, con una classe politica simbolo del conservatorismo di chi la elegge, dove possiamo andare?
Si tenta di riformare le pensioni per alleggerire il bilancio statale e per adattarle alle rinnovate aspettative d'età? Guai! Ci manca poco che scoppi una mezza guerra civile come stava per accadere in Francia pochi anni or sono, quando la destra di Sarkozy andava in questa direzione. Si prova a riformare il mondo della giustizia in modo che non continui a far politica, anche grazie al suo partito in parlamento? Vengono assaltate le file dei ministri del partito di governo con indagini su indagini, con fango su fango, finchè questo si ritrova senza la forza di sostenere la grave situazione economica mondiale e di difendere il Paese dai rischi sociali.
E' questa la Malattia Mortale dell'Italia, per utilizzare il titolo di un libro del filosofo danese Kierkegaard; chi prova a cambiare qualcosa viene preso per i fondelli e bloccato dall'alto o dal basso. Gli imprenditori, in particolare quelli della piccola industria con meno di 15 impiegati, sono sempre più irrequieti: all'ultima assemblea di Confindustria oltre il 45% di loro non era contrario ad una patrimoniale, e ora più che mai sono in molti ad appoggiare l'idea dell'Amministratore Delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, di una manovra di portata colossale che possa veramente cambiare le regole del gioco: 400 miliardi non sono pochi, anzi, sono quasi un quinto del totale debito pubblico italiano odierno. Ormai ciò che resta dell'anima viva dell'Italia, di quel ceto imprenditoriale che ha permesso la nascita dei distretti industriali è giunto allo stremo. Signor direttore, quanto ancora verrà munta questa forte, grassa e, nonostante tutto, resistente vacca prima che schiatti?
Ma non si possono solamente fare tagli alla spesa o alzare le tasse: l'ingrediente fondamentale che manca a queste "manovre" è una spinta alla produttività, un decollo della domanda interna, un qualcosa che possa ridare carburante alla macchina Italia, che consuma sempre più e rende sempre meno. Mancano tutte quelle opere atte al rilancio dell'economia del Bel Paese: anzi, per la precisione, ci sono tutte quelle che servono a deprimerla, una su tutte l'aumento dell'Iva al 21%. Basta guardare la locomotiva tedesca, per comprendere! Però, sapete com'è, Hic Manebimus Optime, guai a chi cambia qualcosa! Dobbiamo denunciare ed estirpare questa mortale pianta che soffoca le fronde di quercia e d'alloro dell'Italia, perchè chi non è disposto a rischiare non è degno di un futuro migliore: questo ci insegna la storia e la vita di tutti i giorni. E dubito che per noi, popolo di conservatori, questa sacrosanta verità cambierà.
Marco Porfiri
Da affaritaliani.it
Venerdì, 30 settembre 2011 - 11:03:47
Egregio direttore,
essendo da diversi mesi che leggo il suo quotidiano online, ho deciso di scriverle questa lettera. Sono un ragazzo marchigiano di diciotto anni che tra pochi giorni comincerà il suo cammino universitario presso la facoltà di economia e commercio di Ancona, e con questa volevo farle sentire tutta la mia grande perplessità e indignazione rispetto a quella che considero la malattia mortale dell'Italia: il non voler andare avanti, mantenere lo status quo.
Come sa, i giorni futuri si prospettano sempre più neri per il futuro dell'Italia: poco più di una settimana fa l'(ennesimo) scandalo sessuale con la pubblicazione di montagne di intercettazioni investe il Presidente del Consiglio, poi l'(ulteriore) ondata al ribasso di Piazza Affari e delle altre borse europee, l'altro giorno il declassamento dell'affidabilità del debito italiano da parte dell'agenzia di valutazione americana S&P's. Se quest'ultima sia stata una manovra politica, come sostiene il Governo, o meno non sta al sottoscritto dirlo; ciò che è importante è il motivo che è alla base di questo abbassamento: d'accordo, abbiamo un governo che manca degli attributi necessari per superare audacemente questa crisi, come d'altronde tutta l'Europa occidentale, abbiamo un tessuto industriale che fatica a ripartire, a causa di un mancato rilancio della domanda interna, abbiamo tutte le inefficienze per cui l'Italia è ormai tristemente famosa, ma questi sono solo i sintomi della malattia italica e non la sua tremenda causa.
Questa invece va ricercata nel profondo dell'Italia, nel cuore degli italiani: come dai recessi più oscuri del vaso di Pandora uscirono tutti i mali del mondo, se guardiamo da vicino l'opinione di tutti gli abitanti della Penisola ci accorgeremo di una cosa, che sono quasi tutti infetti dal terribile virus del conservatorismo ad oltranza.
Indisposizione a seguire nuove vie; tradizionalismo e nepotismo; imposizione di veti sull'abolizione dei privilegi del passato; rifiuto di manovre "correttive" o di modifica delle norme lavorative o del codice del lavoro (ancorato a quello di QUARANTA anni fa); intoccabilità dei soliti noti e delle loro caste; onnipresenza e semi-onnipotenza del sistema giuridico e di quello sindacale. Questi sono solo alcuni esempi: per essere più generici, non siamo disposti a dare nulla per ottenere un futuro migliore: hic manebimus optime, dicevano i romani e sussurrano le sigle sindacali e la Confindustria: non cambiamo niente, riformiamo la struttura senza toccare i suoi pilastri fondamentali. Con una mentalità del genere dov'è il futuro? Nella vanagloria del passato?
Prendiamo ad esempio gli ordini professionali: perchè un neolaureato in giurisprudenza deve essere costretto a sottomettersi a quella mastodontica organizzazione nepotista che è l'ordine degli avvocati per fare il lavoro che vuole? Per non parlare di quello dei notai, che è una casta degna della migliore aristocrazia medievale. Ho nominato queste, perchè sono gli esempi più lampanti, ma lo Stato ne riconosce più di altri 20! Se non fosse per la costante difesa dei loro interessi di "classe", avremmo superato da tempo quest'arcaica struttura di gilde, che proprio come le loro controparti duecentesche decidono chi può fare cosa, quanto va pagato e come vada fatto. Scherziamo? Se l'Italia è, come dice la Costituzione, una repubblica fondata sul lavoro, perchè le persone vengono impedite dallo svolgere la loro attività quando, dove e come pare loro?
Guardiamo anche al nostro panorama politico: nelle due Camere i maggiori partiti sono il Popolo delle Libertà, conservatore, e il Partito Democratico, anch'esso ormai diventato conservatore; gli altri sono ulteriori forze conservatrici, come l'Italia dei Valori o FLI o la Lega stessa. Dov'è finita l'anima socialista della "sinistra"? Quello spirito battagliero dei ragazzi del '68 e quella via tutta italiana al socialismo inaugurata da Berlinguer? Negli ultimi governi Prodi sono state più le politiche "di destra" adottate, una su tutte l'imposizione della moneta unica, che quelle "di sinistra". E dov'è quel sentimento liberale o nazionalista che definisce la "destra"? Nella storia della Seconda Repubblica sono state di più le aggiunte al bilancio sociale da parte dei governi Berlusconi che quelle delle controparti di sinistra. Con un Parlamento con le idee così confuse, con una classe politica simbolo del conservatorismo di chi la elegge, dove possiamo andare?
Si tenta di riformare le pensioni per alleggerire il bilancio statale e per adattarle alle rinnovate aspettative d'età? Guai! Ci manca poco che scoppi una mezza guerra civile come stava per accadere in Francia pochi anni or sono, quando la destra di Sarkozy andava in questa direzione. Si prova a riformare il mondo della giustizia in modo che non continui a far politica, anche grazie al suo partito in parlamento? Vengono assaltate le file dei ministri del partito di governo con indagini su indagini, con fango su fango, finchè questo si ritrova senza la forza di sostenere la grave situazione economica mondiale e di difendere il Paese dai rischi sociali.
E' questa la Malattia Mortale dell'Italia, per utilizzare il titolo di un libro del filosofo danese Kierkegaard; chi prova a cambiare qualcosa viene preso per i fondelli e bloccato dall'alto o dal basso. Gli imprenditori, in particolare quelli della piccola industria con meno di 15 impiegati, sono sempre più irrequieti: all'ultima assemblea di Confindustria oltre il 45% di loro non era contrario ad una patrimoniale, e ora più che mai sono in molti ad appoggiare l'idea dell'Amministratore Delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, di una manovra di portata colossale che possa veramente cambiare le regole del gioco: 400 miliardi non sono pochi, anzi, sono quasi un quinto del totale debito pubblico italiano odierno. Ormai ciò che resta dell'anima viva dell'Italia, di quel ceto imprenditoriale che ha permesso la nascita dei distretti industriali è giunto allo stremo. Signor direttore, quanto ancora verrà munta questa forte, grassa e, nonostante tutto, resistente vacca prima che schiatti?
Ma non si possono solamente fare tagli alla spesa o alzare le tasse: l'ingrediente fondamentale che manca a queste "manovre" è una spinta alla produttività, un decollo della domanda interna, un qualcosa che possa ridare carburante alla macchina Italia, che consuma sempre più e rende sempre meno. Mancano tutte quelle opere atte al rilancio dell'economia del Bel Paese: anzi, per la precisione, ci sono tutte quelle che servono a deprimerla, una su tutte l'aumento dell'Iva al 21%. Basta guardare la locomotiva tedesca, per comprendere! Però, sapete com'è, Hic Manebimus Optime, guai a chi cambia qualcosa! Dobbiamo denunciare ed estirpare questa mortale pianta che soffoca le fronde di quercia e d'alloro dell'Italia, perchè chi non è disposto a rischiare non è degno di un futuro migliore: questo ci insegna la storia e la vita di tutti i giorni. E dubito che per noi, popolo di conservatori, questa sacrosanta verità cambierà.
Marco Porfiri
Da affaritaliani.it
lunedì 15 agosto 2011
Paolo Barnard : il vero potere mondiale ci vuole schiavi .
Chi decide il nostro futuro? Quegli «ometti in doppiopetto blu» che in teoria possiamo promuovere o bocciare col voto? No, purtroppo: quelle sono solo «le marionette del vero potere», che risiede lontano, protetto da palazzi inaccessibili, da cui dirama ordini attraverso il più micidiale degli strumenti: la finanza. Il mondo ci sta franando addosso? Non è un caso: era tutto perfettamente previsto. Anzi: organizzato. Da chi è al lavoro da decenni per compiere “il più grande crimine”: lo smantellamento della democrazia, la fine della sovranità, la privatizzazione degli Stati, l’eutanasia della politica. Una piovra elusiva, senza volto, ma pressoché onnipotente e dalle mille sigle: Bilderberg, Wto, Unione Europea e Bce, Fmi, con tanto di lobby e think-tanks, banche centrali, mafie.
E’ il potere vero, quello che può stabilire la rovina di intere nazioni per specularci sopra e realizzare guadagni favolosi, al di sopra degli Stati e della politica. La tesi, attorno a cui lavorano diversi “eretici” italiani, è stata messa a fuoco e divulgata in modo organico e con vastissima documentazione da Paolo Barnard, pioniere della tv-verità prima con Santoro ai tempi di “Samarcanda” e poi con “Report”, fino alla rottura polemica con Milena Gabanelli per la mancata assistenza legale Rai di fronte al mare di querele rimediate in tante inchieste scottanti. Scomparso anche dal web, dove non è più visibile il sito “paolobarnard.info” che raccoglieva un’infinita quantità di scritti, dossier e reportage, il Barnard-pensiero è rintracciabile direttamente su YouTube, dove il giornalista riassume quello che definisce “il più grande crimine” (dal titolo dell’ultimo saggio), oppure su blog come “Disinformazione” che solo due anni fa proponeva il ritratto del “vero potere” secondo Barnard.
Una “profezia”, quella del giornalista italiano, che fa venire i brividi, vista la crisi globale sempre più esplosiva e le immancabili “ricette anti-crisi”, puntualmente annunciate con anni di anticipo dal reporter più scomodo d’Italia: misure così dure e impopolari da decretare la fine di decenni di conquiste democratiche. La sua tesi: le antiche oligarchie terriere, messe in crisi dalle lotte sindacali e democratiche del ‘900, si sono “riprese il mondo” attraverso l’alta finanza, riducendo all’impotenza gli Stati grazie al “ricatto” del debito pubblico, prima fittizio, ma poi divenuto sciaguratamente “privato” con il suo silenzioso trasferimento alle centrali finanziarie mondiali. Operazione coronata dall’introduzione dell’Euro – moneta che non appartiene a nessuno Stato, neppure a Bruxelles – e dal Trattato di Lisbona, vero e proprio «colpo di Stato europeo» che sottrae agli Stati membri ogni residua sovranità: tutte le leggi principali dovranno essere conformi ai diktat di un’élite mondiale, che è in grado di condizionare qualsiasi governo con la leva finanziaria.
Una “spectre” da fantascienza? No, tutt’altro: Paolo Barnard fa nomi e cognomi. Premessa: «Il Potere è stato eccezionalmente abile in molti aspetti, uno di questi è stato il suo mascheramento: il Potere doveva rimanere nell’ombra, perché alla luce del sole avrebbe avuto noie infinite da parte dei cittadini più attenti delle moderne democrazie». Ci hanno messo davanti politici e governi, in modo che il “vero potere” potesse agire «sostanzialmente indisturbato». Non che la Casta sia innocente, naturalmente: le «marionette» che calcano «il cortiletto della politica» hanno «relative torte da spartire», a patto però che «eseguano poi gli ordini ricevuti». Da chi? Da un «colossale e onnicomprensivo ingranaggio invisibile», che secondo l’ex presidente brasiliano Lula «manovra il sistema da lontano: spesso cancella decisioni democratiche, prosciuga la sovranità degli Stati e si impone ai governi eletti».
Secondo Barnard, oggi il vero potere «sta nell’aria», ha avvolto il mondo e dice questo: «Pochi prescelti devono ricevere il potere dai molti. I molti devono stare ai margini e attendere fiduciosi che il bene gli coli addosso dall’alto dei prescelti. I governi si levino di torno e lascino che ciò accada». E’ la vecchia teoria dei “Trickle Down Economics” di Ronald Reagan e Margaret Thatcher, cioè il neo-liberismo, la scuola di Chicago, il purismo del “libero mercato”. «Questa idea economica comanda ogni atto del Potere, e di conseguenza la vostra vita, che significa che davvero sta sempre alla base delle azioni dei governi e dei legislatori, degli amministratori e dei datori di lavoro. Quindi essa comanda te, i luoghi in cui vivi, il tuo impiego, la tua salute, le tue finanze, proprio il tuo quotidiano ordinario, non cose astruse e lontane dal tuo vivere. La sua forza sta nel fatto di essere presente da 35 anni in ogni luogo del Potere esattamente come l’aria che esso respira nelle stanze dove esiste».
Tratto da www.libreidee.org .
E’ il potere vero, quello che può stabilire la rovina di intere nazioni per specularci sopra e realizzare guadagni favolosi, al di sopra degli Stati e della politica. La tesi, attorno a cui lavorano diversi “eretici” italiani, è stata messa a fuoco e divulgata in modo organico e con vastissima documentazione da Paolo Barnard, pioniere della tv-verità prima con Santoro ai tempi di “Samarcanda” e poi con “Report”, fino alla rottura polemica con Milena Gabanelli per la mancata assistenza legale Rai di fronte al mare di querele rimediate in tante inchieste scottanti. Scomparso anche dal web, dove non è più visibile il sito “paolobarnard.info” che raccoglieva un’infinita quantità di scritti, dossier e reportage, il Barnard-pensiero è rintracciabile direttamente su YouTube, dove il giornalista riassume quello che definisce “il più grande crimine” (dal titolo dell’ultimo saggio), oppure su blog come “Disinformazione” che solo due anni fa proponeva il ritratto del “vero potere” secondo Barnard.
Una “profezia”, quella del giornalista italiano, che fa venire i brividi, vista la crisi globale sempre più esplosiva e le immancabili “ricette anti-crisi”, puntualmente annunciate con anni di anticipo dal reporter più scomodo d’Italia: misure così dure e impopolari da decretare la fine di decenni di conquiste democratiche. La sua tesi: le antiche oligarchie terriere, messe in crisi dalle lotte sindacali e democratiche del ‘900, si sono “riprese il mondo” attraverso l’alta finanza, riducendo all’impotenza gli Stati grazie al “ricatto” del debito pubblico, prima fittizio, ma poi divenuto sciaguratamente “privato” con il suo silenzioso trasferimento alle centrali finanziarie mondiali. Operazione coronata dall’introduzione dell’Euro – moneta che non appartiene a nessuno Stato, neppure a Bruxelles – e dal Trattato di Lisbona, vero e proprio «colpo di Stato europeo» che sottrae agli Stati membri ogni residua sovranità: tutte le leggi principali dovranno essere conformi ai diktat di un’élite mondiale, che è in grado di condizionare qualsiasi governo con la leva finanziaria.
Una “spectre” da fantascienza? No, tutt’altro: Paolo Barnard fa nomi e cognomi. Premessa: «Il Potere è stato eccezionalmente abile in molti aspetti, uno di questi è stato il suo mascheramento: il Potere doveva rimanere nell’ombra, perché alla luce del sole avrebbe avuto noie infinite da parte dei cittadini più attenti delle moderne democrazie». Ci hanno messo davanti politici e governi, in modo che il “vero potere” potesse agire «sostanzialmente indisturbato». Non che la Casta sia innocente, naturalmente: le «marionette» che calcano «il cortiletto della politica» hanno «relative torte da spartire», a patto però che «eseguano poi gli ordini ricevuti». Da chi? Da un «colossale e onnicomprensivo ingranaggio invisibile», che secondo l’ex presidente brasiliano Lula «manovra il sistema da lontano: spesso cancella decisioni democratiche, prosciuga la sovranità degli Stati e si impone ai governi eletti».
Secondo Barnard, oggi il vero potere «sta nell’aria», ha avvolto il mondo e dice questo: «Pochi prescelti devono ricevere il potere dai molti. I molti devono stare ai margini e attendere fiduciosi che il bene gli coli addosso dall’alto dei prescelti. I governi si levino di torno e lascino che ciò accada». E’ la vecchia teoria dei “Trickle Down Economics” di Ronald Reagan e Margaret Thatcher, cioè il neo-liberismo, la scuola di Chicago, il purismo del “libero mercato”. «Questa idea economica comanda ogni atto del Potere, e di conseguenza la vostra vita, che significa che davvero sta sempre alla base delle azioni dei governi e dei legislatori, degli amministratori e dei datori di lavoro. Quindi essa comanda te, i luoghi in cui vivi, il tuo impiego, la tua salute, le tue finanze, proprio il tuo quotidiano ordinario, non cose astruse e lontane dal tuo vivere. La sua forza sta nel fatto di essere presente da 35 anni in ogni luogo del Potere esattamente come l’aria che esso respira nelle stanze dove esiste».
Tratto da www.libreidee.org .
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